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Occupazioni abusive

Case di proprietà occupate Abusivamente

 

La proprietà privata non è più un furto. E’ diventata solo un problema. Che nessuno ad oggi può risolvere legalmente. Sindaci, questori, assessori non sanno cosa fare. Non sanno più perchè si trovano lì. Cosa è il bene e cosa è il male. Lo stipendio che gli paghiamo non è sufficiente perchè lavorino per noi. Così come noi lavoriamo per loro. Dai Blog presenti in internet e da quello che si sente in TV sembrano sempre più numerosi i proprietari di appartamenti che pagano mutuo, utenze e ICI e si trovano la casa occupata abusivamente da extracumunitari, zingari o anche Italiani emarginati che occupano l'appartamento senza alcun diritto e senza pagare l'affitto.

 

Tutti si domandano come sia possibile, c'è chi diventa sempre più razzista e chi invece li giustifica...

Stranamente chi giustifica o chi tollera queste occupazioni abusive è un individuo che ho non è proprietario di un immobile o non ha avuto mai esperienze simili....

A chi giustifica tali atteggiamenti augurerei di trovarsi almeno una volta nella vita, nella situazione di dover pagare mutuo, ici, spese di manutenzione e consumi vari, senza che gli venga riconosciuto uno straccio di affitto....

 

E' facile considerare i proprietari immobiliari come degli speculatori capitalisti, ma gradirei sottolineare che spesso così non è.... Molte volte il proprietario di un immobile è colui che ha preferito investire i risparmi di una vita di lavoro e di sacrifici, rinunciando a tante altre opportunità.

 

Nella rete non è difficile trovare sentenze tipo le seguenti:

Assolto perchè il fatto non costituisce reato. Con questa formula il giudice Francesco Antoni ha sostanzialmente ritenuto legittima l’occupazione di un appartamento di viale Campi Elisi 18 di proprietà dell’Ater da parte di un giovane che, non solo ne aveva lo stato di necessità, ma anche che ha abitato e abita nell’alloggio pagando un canone simbolico. A queste ragioni si aggiunge quella sostanziale che il protagonista di questa vicenda non avrebbe mai potuto concorrere per l’assegnazione di una casa dal momento che dal 2001 non è stato fatto alcun bando.
Nei mesi scorsi altri due giovani erano stati assolti dal giudice Laura Barresi per occupazione abusiva delle case di via Battera. Un altro processo si era invece concluso con una condanna.
Carlo Visintini, 25 anni, ha raccontato in aula la sua storia. Ha riferito che dopo essere stato per un lungo periodo a Roma per motivi di studio era tornato a Trieste senza successo. Ha spiegato che lavora saltuariamente come tecnico nella realizzazione di spettacoli, che il suo reddito medio non supera la somma di 400 euro al mese e che i genitori dopo il fallimento scolastico non lo hanno più voluto a casa. Per mesi, ha detto, «ho dormito sui divani da amici», ma poi si è dovuto decidere. La casa occupata, ha aggiunto, sarebbe rimasta vuota in attesa dei lavori di restauro.
«Assieme a qualche amico ho rimesso a posto pavimenti, finestre, porte e impianto elettrico. Ho chiesto gli allacciamenti all’Acegas e ho versato 20 euro al mese all’Ater».
In aula sono comparsi il legale dell’Ater e il tecnico addetto ai restauri. «Nel momento in cui l’alloggio è stato rilasciato non doveva essere riassegnato», ha spiegato il funzionario. Ha aggiunto: «Fino a due anni fa quell’appartamento sarebbe stato dato a qualche ma ora le normative sono cambiate e sono necessari interventi sostanziali». Il tecnico ha riferito che era stato effettuato il sopralluogo ma che l’appalto per i lavori non è stato possibile attribuirlo perchè i responsabili delle ditte non avevano avuto la possibilità di visitare l’alloggio.
Ma la testimonianza più rilevante è stata senza dubbio quella di Fabio Punis, ex dirigente dell’Ater e attualmente consulente del Sunia. In pratica ha evidenziato l’impossibilità oggettiva di trovare un alloggio da parte di un ragazzo anche con un reddito basso.
Il pm Cristina Bacer ha riconosciuto lo stato di necessità ma ha comunque rilevato che il reato di occupazione abusiva esiste. Da qui la richiesta di una condanna alla pena di 500 euro di multa. Il difensore Luca Maria Ferrucci ha osservato tra l’altro che non è stato leso alcun diritto di altre persone. E soprattutto ha ribadito che sussisteva lo stato di necessità. Infine è arrivata la sentenza accolta da un applauso da parte degli aderenti allo Sportello degli invisibili.

 

Quindi in sostanza il reato di occupazione abusiva esiste, però si va a scontrare con lo stato di necessità che la costituzione Italiana tutela eccessivamente....

 

L'occupazione di case è in genere un reato in molte nazioni, in altre invece dà luogo solo ad eventuali contenziosi civili tra il legittimo proprietario e gli occupanti; stanti le gravi considerazioni di ordine sociale, la legge tendenzialmente consente che simili fattispecie siano da valutarsi con attenzione ai gravi problemi di chi realmente si sia trovato suo malgrado privo di alloggio, limitando il reintegro nel possesso dei legittimi proprietari sia nei modi che nei tempi. Anche considerazioni di ordine pubblico entrano in gioco, nonché valutazioni di ordine etico generale, avendosi ad esempio le proroghe prefettizie degli sfratti di modo da non eseguire tali procedure in periodi di festività o in momenti comunque non opportuni per altri tipi di ragioni.

Cercando informazioni in rete, consultando svariati blog, emergono tre fatti importanti da non sottovalutare per chi possiede un immobile non abitato:

 

1)  meglio investire sulla prevenzione (costa molto meno) - Come? limitare il più possibile l'accesso all'abitazione con porte blindate, inferriate anti intrusione nelle finestre, antifurti e quant'altro possibile.... Qualsiasi sia la spesa è sempre meno del costo di una occupazione abusiva..... ;

2)  in caso di occupazione abusiva, conviene aspettare che l'occupante abusivo si allontani dall'abitazione per mezza giornata e muniti di alcuni amici coraggiosi e di un fabbro, si entra nella propria abitazione cambiando le chiavi, tirando fuori tutti i mobili, togliendo i sanitari per rendere inagibile l'abitazione e se fosse possibile si potrebbe montare anche una bella porta blindata.... Questa opzione comporta alcuni rischi, sia legali che operativi (immaginate se dovesse tornare l'occupante mentre gli state imballando le sue cose...);

3) si procede legalmente con tempi di attesa che possono superare anche un anno e con gli esiti incerti..

 

 



 

 

 

 

 

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