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I NUTRIENTI
Con il termine
nutrienti si indicano le molecole semplici (quali glucosio,
aminoacidi ecc.) e complesse
(quali glucidi,
proteine, vitamine, ecc.) che l'organismo è in grado di assorbire dagli
alimenti che sono
necessari per
il metabolismo.
>
Modulo
interattivo di calcolo
CALCOLA IL
TUO FABBISOGNO DI NUTRIENTI
Con questo
modulo interattivo si possono verificare i Livelli di Assunzione
Raccomandati di
energia e
Nutrienti (LARN), in accordo alle raccomandazioni della Società Italiana di
Nutrizione
Umana.
>
I nutrienti
LE PROTEINE
Le proteine
sono costituenti fondamentali degli organismi viventi, ed occupano una
posizione
"centrale" nell'architettura (proteine strutturali) e nelle funzioni della
materia
vivente
(proteine funzionali, per es. enzimi, ormoni, fattori di crescita, vie
coagulative,
respirazione
cellulare, proteine vettrici, ecc.). Nell'organismo umano le proteine
rappresentano
oltre il 50% dei componenti organici e circa il 14-18% (a seconda dell'età)
del
peso corporeo
totale.
I LIPIDI
Comunemente
chiamati grassi, i lipidi comprendono una grande varietà di molecole,
accomunate
dalla caratteristica di essere insolubili in acqua. I lipidi assolvono
nell'organismo
umano molte ed importanti funzioni.
I GLUCIDI
I glucidi,
chiamati anche (impropriamente) carboidrati, sono sostanze chimiche composte
da carbonio,
idrogeno e ossigeno e possono essere definiti come derivati aldeidici e
chetonici di
alcoli polivalenti; svolgono una duplice funzione, plastica ed energetica:
plastica, in
quanto entrano nella costituzione di strutture essenziali per gli organismi
viventi,
energetica, in quanto forniscono all'organismo energia per le prestazioni
funzionali.
LA FIBRA
Col termine
"fibra alimentare" si indicano i polisaccaridi non a base di amido
componenti le
pareti delle
cellule, il parenchima o alcune secrezioni dei tessuti vegetali e la lignina
che
sono resistenti
alla digestione da parte degli enzimi dell'intestino tenue dell'uomo.
LE VITAMINE
Sono sostanze
organiche necessarie, anche se in piccole quantità, per le reazioni
metaboliche
generali, per l'accrescimento ed il normale livello di efficienza
dell'organismo.
Le vitamine
possono essere liposolubili (solubili nelle sostanze grasse e nei solventi)
e
idrosolubili
(solubili in acqua).
I MINERALI
I minerali sono
sostanze micronutritive che non forniscono direttamente energia (a
differenza di
carboidrati, lipidi e proteine), ma la loro presenza è necessaria perché
possano
avvenire
reazioni con liberazione di energia. L'organismo non è in grado di
sintetizzare
alcun minerale;
è quindi necessario introdurli con alimenti e bevande.
L'ACQUA
Il 60% del peso
corporeo è rappresentato dall'acqua. Questa percentuale è superiore
nell'infanzia e
diminuisce con l'avanzare dell'età e con l'aumento dei depositi adiposi.
L'acqua è
il solvente
fondamentale per tutti i prodotti della digestione, regola il volume
cellulare, la
temperatura
corporea, è essenziale per eliminare dall'organismo tutte le scorie
metaboliche e
permette il
trasporto dei nutrienti. Diluisce inoltre le sostanze ingerite per via
orale.
NUTRIENTI: I tuoi valori
Nome Arrigo
Sesso Maschile
Età 35
Altezza 174 cm
Peso 79 Kg
Attività
lavorativa Dirigente
Attività fisica
extra-lavorativa Adeguata
Fabbisogno
energetico
2.783
kcal/giorno
Proteine
75.05
g/giorno
Lipidi
totali 77
g/giorno
Carboidrati
disponibili 55% dell'energia totale
Fibra
30 g/giorno
Acqua
4,2
litri/giorno
(inclusa l'acqua
negli alimenti)
Calcio
800 mg/giorno
Fosforo
800
mg/giorno
Magnesio
150-500
mg/giorno
Sodio
575-3500
mg/giorno
Potassio
3200
mg/giorno
Ferro
10 mg/giorno
Zinco
10 mg/giorno
Rame
1,2 mg/giorno
Selenio
55
mg/giorno
Iodio
150 mg/giorno
Manganese
1-10
mg/giorno
Vitamina A
700 RE
Vitamina E
8
mg/giorno
Vitamina D
0-10
microg/giorno
Vitamina K
(79
microg/giorno)
normalmente
fornito da una dieta mista
Vitamina B1
(Tiamina)
1,11 mg/giorno
Vitamina B2
(Riboflavina)
1,67 mg/giorno
Biotina
15-100
microg/giorno
Acido
pantotenico
3-12 mg/giorno
Vitamina C
60
mg/giorno
Acido folico
200
microg/giorno
Vitamina B6
1,13
mg/giorno
Vitamina B12
2
microg/giorno
Vitamina PP
(Niacina)
18,62 mg/giorno
PROTEINE
PROTEINE
Cosa sono
Le proteine
sono fondamentalmente costituite da quattro elementi: carbonio, idrogeno,
ossigeno ed azoto.
Le molecole
proteiche sono composte da unità di aminoacidi. Gli aminoacidi
conosciuti sono numerosi,
ma poco più di
20 (aminoacidi ordinari) sono rilevanti nell'alimentazione umana. Le
proteine sono costituenti
fondamentali
degli organismi viventi, ed occupano una posizione "centrale"
nell'architettura (proteine
strutturali)
e nelle funzioni della materia vivente (proteine funzionali), per es.
enzimi, ormoni, fattori di
crescita, vie
coagulative, respirazione cellulare, proteine vettrici, ecc.).
Nell'organismo umano le proteine
rappresentano
oltre il 50% dei componenti organici e circa il 14-18% (a seconda dell'età)
del peso corporeo
totale.
Fabbisogno
Il fabbisogno
di proteine è determinato da una serie di fattori tra cui le perdite
obbligate di azoto, la qualità
delle proteine,
l'apporto calorico contemporaneo, lo stato fisiologico e l'attività fisica.
Il fabbisogno proteico
calcolato sulla
base delle raccomandazioni LARN è indicato nella tabella:
CATEGORIA ETA'
FABBISOGNO
PROTEICO (*)
Maschi
> 18 (**)
0,95 g/kg/giorno
Femmine
> 18 (**)
0,95 g/kg/giorno
Gestanti
0,95
g/kg/giorno+6g
Nutrici
0,95
g/kg/giorno+17g
(*) Corretto
per qualità proteica mediamente consumata dalla popolazione italiana.
(**) Durante
l'accrescimento si consiglia un valore incrementato del 30%
Chimica delle
proteine
Gli aminoacidi
componenti le proteine si uniscono fra loro con legami peptidici (-CO-NH-),
dando origine a
catene più o
meno lunghe denominate peptidi. Il numero dei polipeptidi che si possono
formare dai 20
aminoacidi
ordinari è enorme e da qui la grande varietà di proteine esistenti e
commestibili.
Dal punto di
vista funzionale gli aminoacidi utilizzati dall'uomo vengono classificati in
essenziali, nonessenziali
e
semi-essenziali.
ESSENZIALI NON
ESSENZIALI SEMI ESSENZIALI
Sono quelli che
l'organismo
non è in grado
di
sintetizzare e
che quindi
devono essere
introdotti
con la dieta
Sono quelli che
l'organismo in
condizioni
fisiologiche è
in grado di
sintetizzare in
quantità
adeguate
Tirosina e
cisteina
possono venire
sintetizzati
dall'organismo
a partire
dalla
fenilalanina e dalla
metionina,
quando queste
ultime vengano
fornite in
modo adeguato
Fenilalanina
(Phe) Acido aspartico (Asp) Cisteina (Cys)
Isoleucina
(Ile) Acido glutammico (Glu) Tirosina (Tyr)
Leucina (Leu)
Alanina (Ala)
Lisina (Lys)
Arginina (Arg) **
Metionina (Met)
Asparagina (Asn)
Treonina (Thr)
Glicina (Gly)
Triptofano
(Trp) Glutammina (Gln)
Valina (Val)
Istidina (His) **
Prolina (Pro)
Serina (Ser)
**: Per i
bambini risultano essenziali anche arginina e istidina
Qualità delle
proteine
Dal punto di
vista chimico le proteine vengono raggruppate in due grandi categorie:
proteine
semplici
costituite da
soli aminoacidi;
proteine
coniugate,
costituite da aminoacidi e da altri composti di natura diversa (tra cui la
composizione
delle membrane
cellulari e degli acidi nucleici (DNA) ecc.
La qualità
delle proteine è anche un concetto importante in campo nutrizionale e indica
l'efficacia nutrizionale
delle proteine;
è funzione della composizione aminoacidica e della biodisponibilità delle
proteine. La qualità
delle proteine
si misura con degli indici:
indice chimico
Digeribilità
valore
biologico
utilizzazione
proteica netta
INDICE CHIMICO
E' dato dal
rapporto tra la quantità di un dato aminoacido in un
grammo della
proteina in esame e la quantità dello stesso
aminoacido in
un grammo di una proteina di riferimento
biologica
(dell'uovo, del latte). Questo indice viene utilizzato
per valutare la
capacità di una data proteina, o anche di una
miscela di
proteine contenuta in un dato alimento, di garantire il
fabbisogno di
aminoacidi essenziali; esso tuttavia non tiene
conto di
fattori biologici quali la digeribilità, e l'utilizzazione
corporea delle
proteine.
DIGERIBILITA'
E' il rapporto
tra l'azoto proteico assorbito e la quantità d'azoto
proteico
ingerito, corretta per le perdite metaboliche dell'azoto
con le feci. In
generale le proteine animali sono caratterizzate
da una
digeribilità superiore a quelle vegetali. I prodotti integrali
per il loro
elevato contenuto di fibra possono portare ad una
ulteriore
diminuzione dell'assorbimento di proteine in esso
contenute.
VALORE
BIOLOGICO
Indica la
qualità d'azoto assorbito da una proteina che è stato
trattenuto per
il mantenimento e/o l'accrescimento.
Il valore
biologico esprime la completezza di una proteina
cioè la
presenza di tutti gli aminoacidi essenziali, nelle
proporzioni
ottimali ai fini delle sintesi proteiche corporee.
Le proteine
animali hanno un valore biologico superiore a
quelle vegetali
e dal punto di vista della composizione in
aminoacidi
essenziali vengono definite complete mentre quelle
vegetali sono
incomplete.
Proteine
complete ed incomplete possono tuttavia essere
associate nello
stesso pasto in modo da ottenere un apporto
aminoacidico
completo.
UTILIZZAZIONE
PROTEICA
NETTA
Si riferisce al
rapporto tra l'azoto ingerito e quello trattenuto e
viene calcolato
tenendo conto sia del valore biologico che della
digeribilità di
una proteina. Viene utilizzato nella definizione del
fabbisogno
proteico considerando nella popolazione
l'assunzione di
una dieta mista, composta da proteine sia
animali che
vegetali.
I LIPIDI (GRASSI)
LIPIDI
Cosa sono
Comunemente
chiamati "grassi", i lipidi comprendono una grande varietà di molecole,
accomunate dalla
caratteristica
di essere insolubili in acqua. I lipidi più importanti dal punto di vista
dell'alimentazione umana
sono:
Trigliceridi
Fosfolipidi
Colesterolo
Funzionalità
I lipidi
assolvono nell'organismo umano molte ed importanti funzioni:
apporto
energetico
(un grammo
fornisce 9 kcal)
forniscono gli
acidi grassi
essenziali
all'organismo
favoriscono l'assorbimento
intestinale delle vitamine liposolubili
sono
componenti fondamentali delle membrane cellulari in tutti i tessuti
gli acidi
grassi polinsaturi appartenenti alle famiglie n6 ed n3 sono precursori di
composti
che
nell'organismo svolgono importanti funzioni regolatorie.
influenzano
l'assetto lipidico ematico
Fabbisogno
L'apporto
calorico assunto con i lipidi rispetto al totale dovrebbe essere circa il
30% nell'infanzia e
nell'adolescenza e il 25% nell'età adulta. Queste indicazioni percentuali, se applicate nel contesto di
regimi
alimentari normali, sono sicuramente preziose per la tutela della salute.
Più complesse e
articolate risultano le indicazioni riguardanti la qualità dei lipidi da
assumere e i rapporti tra
gli acidi
grassi saturi, insaturi, polinsaturi in generale e in particolare tra quelli
essenziali.
L'apporto di
acidi grassi saturi non dovrebbe superare il 10% delle calorie totali
del regime alimentare.
La quota di
acidi grassi cis-monoinsaturi può essere maggiore (circa 12%).
Tra i monoinsaturi, l'acido
oleico dovrebbe
essere privilegiato in quanto viene prontamente ossidato o immagazzinato
nelle riserve
da cui può
essere facilmente dismesso quando c'è necessità energetica da coprire.
Per quanto
riguarda i polinsaturi la quantità raccomandata è minore del 10%
delle calorie totali
giornaliere a
causa della loro suscettibilità all'ossidazione. Le alterazioni ossidative
favoriscono infatti la
produzione di
derivati (perossidi) potenzialmente tossici ed in grado di favorire i
processi aterosclerotici e
di
invecchiamento. Un eccesso di polinsaturi potrebbe inoltre favorire
modificazioni in senso litogenico
della bile e la
cancerogenesi intestinale.
Per quanto
riguarda il fabbisogno di acidi grassi essenziali, viene raccomandato
un apporto quotidiano
di 4,5-6 e di
1-1,5 grammi rispettivamente nelle femmine e nei maschi adulti.
I trigliceridi
Sono esteri del
glicerolo con tre acidi grassi. Gli acidi grassi sono caratterizzati dalla
diversità di lunghezza
della catena
(acidi a corta, media e lunga catena) e dalla presenza, numero e posizione
di doppi legami tra
gli atomi di
carbonio delle catene idrocarburiche.
In base a
queste caratteristiche chimiche gli acidi grassi si dividono in:
saturi
(privi di
doppi legami)
monoinsaturi
(con
un solo doppio legame)
polinsaturi
(con
due o più doppi legami)
La lunghezza
della catena degli acidi grassi ed il rapporto saturi-insaturi presenti in
un grasso ne influenzano
lo "stato
fisico". Ha particolare importanza il punto di fusione in base al quale si
distinguono i grassi
propriamente
detti,
solidi a temperatura ambiente e caratterizzati da una prevalenza di acidi
grassi saturi, e
gli oli,
liquidi a temperatura ambiente, caratterizzati da una prevalenza di acidi
grassi insaturi.
Vi sono degli
acidi grassi essenziali che devono cioè essere introdotti con
l'alimentazione, quali gli
acidi grassi
poinsaturi (acido linoleico e acido alfa-linolenico).
Gli acidi
grassi essenziali linoleico e linolenico possono essere convertiti
nell'organismo in altri acidi grassi
polinsaturi
definiti essenziali di derivazione, indispensabili per la biosintesi
degli eicosanoidi
(prostaglandine, prostacicline, trombossani e leucotrieni), metaboliti
attivi in molte importanti funzioni
corporee tra
cui la contrazione della muscolatura liscia, l'aggregazione piastrinica, la
risposta infiammatoria,
ecc.
Gli acidi
grassi di derivazione divengono "essenziali" (e devono quindi essere
introdotti con l'alimentazione)
quando il
metabolismo degli acidi grassi da cui derivano sia alterato. Per la sintesi
dei derivati sono infatti
necessari
alcuni enzimi che con l'età non sono più presenti. Un'alimentazione corretta
deve tener conto di
questi
fenomeni.
I fosfolipidi
Sono esteri del
glicerolo con acidi grassi in posizione 1 e 2 e con acido fosforico nella
posizione 3.
Quest'ultimo è
legato a sua volta a basi amminiche di basso peso molecolare. Sono
componenti
fondamentali
delle membrane cellulari
e dei complessi lipoproteici coinvolti nell'assorbimento e nel
trasporto dei
lipidi.
Il colesterolo
E' un alcol a
struttura complessa e particolare. Oltre ad essere introdotto con gli
alimenti di origine animale
(colesterolo
esogeno)
il
colesterolo viene sintetizzato a livello epatico (colesterolo
endogeno). Esiste un
rapporto
inverso tra introito dietetico e sintesi endogena epatica del colesterolo
che costituisce un
meccanismo di
controllo sui livelli di colesterolemia. Esso tuttavia presenta una notevole
variabilità
individuale.
ll colesterolo
svolge nell'organismo molteplici funzioni: oltre ad essere un componente
essenziale delle
membrane
strutturali
delle cellule,
è necessario alla biosintesi di vari composti a struttura steroidea (acidi
biliari, ormoni
surrenalici, androgeni, estrogeni e progesterone) ed è inoltre il precursore
della
vitamina D.
I livelli di
colesterolemia, oltre che all'apporto di colesterolo direttamente
assunto con la dieta, sono
sensibili anche
ad altre influenze nutrizionali, tra cui l'apporto di acidi grassi saturi (che lo
fanno
aumentare) e
quello di acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi (che lo fanno
diminuire). Anche la fibra può
ridurre i
livelli di colesterolemia (in quanto è in grado di ridurre il riassorbimento
degli acidi biliari o dello
stesso
colesterolo, oppure di modificare la flora batterica e quindi indirettamente
il riassorbimento degli acidi
biliari e del
colesterolo).
Anche alcuni
fitosteroli, sostanze naturali presenti in vari alimenti di origine
vegetale, hanno un effetto
competitivo con
il colesterolo a livello dei recettori e/o dell'assorbimento intestinale.
Particolarmente attivo,
per questa
funzione, è il beta-fitosterolo, che, in opportune quantità, può influenzare
i livelli ematici di
colesterolo,
riducendone appunto l'assorbimento. L'olio di oliva extravergine, dove il
processo raffinazione è
molto limitato
può avere contenuti di fitosteroli nutrizionalmente preziosi per il
controllo della colesterolemia.
GLUCIDI
CARBOIDRATI
Cosa sono
I glucidi,
chiamati anche (impropriamente) carboidrati, sono sostanze chimiche composte
da carbonio,
idrogeno e
ossigeno e possono essere definiti come derivati aldeidici e chetonici di
alcoli polivalenti.
Funzionalità
I glucidi
(carboidrati) presentano una duplice funzione, plastica ed energetica:
plastica, in quanto entrano
nella
costituzione di strutture essenziali per gli organismi viventi, energetica,
in quanto forniscono
all'organismo
energia per le prestazioni funzionali.
Fabbisogno
Poiché
l'organismo ha la capacità di sintetizzare i glucidi da altri nutrienti, i
carboidrati non possono essere
considerati
propriamente nutrienti essenziali; esiste tuttavia la necessità di mantenere
il livello di glicemia
entro un
intervallo di valori adeguato al fabbisogno del sistema nervoso centrale e
degli eritrociti (globuli
rossi).
L'assunzione
complessiva raccomandata di carboidrati è intorno al 55-60% dell'energia
totale.
Il
consumo di
zuccheri semplici non dovrebbe tuttavia superare il 10-12% delle calorie
totali. Nel caso degli
zuccheri
semplici aggiunti essi infatti forniscono soltanto energia. Gli alimenti
contenenti carboidrati
complessi,
invece, oltre a fornire energia a più lento rilascio, rispetto a quelli
semplici, apportano anche altri
nutrienti
fondamentali all'equilibrio generale della dieta. Questo aspetto è rilevante
soprattutto quando sia
necessario
mantenere l'apporto energetico globale entro limiti relativamente modesti,
come richiesto anche
dallo stile di
vita attuale mediamente improntato alla sedentarietà.
Chimica dei
glucidi e fonti alimentari
Sono sostanze
chimiche composte da carbonio, idrogeno e ossigeno e possono essere definiti
come derivati
aldeidici e
chetonici di alcoli polivalenti.
In rapporto
alla loro complessità vengono classificati in:
Monosaccaridi
Contengono da 3
a 9 atomi di carbonio e sono le strutture più semplici dei
glucidi. I
monosaccaridi di importanza biologica comprendono il glucosio, il
fruttosio
ed
il galattosio.
Il
glucosio è scarsamente presente in natura a
parte
piccolissime quantità nella frutta e nella verdura. Il fruttosio è presente
come tale nella
frutta e nel miele.
Disaccaridi
Si possono
considerare come l'unione di due molecole di monosaccaridi
legati tra loro
da legami glucosidici. I disaccaridi di importanza biologica
comprendono il
saccarosio, il lattosio e il maltosio. Il saccarosio è composto
da glucosio e
fruttosio e si trova nella frutta, specialmente nella barbabietola
e nella canna,
da cui viene estratto per produrre lo zucchero da tavola. Il
lattosio è
contenuto nel latte ed è formato da glucosio e galattosio. Il maltosio
(glucosio e
glucosio) deriva dalla fermentazione (o dalla digestione)
dell'amido.
Oligosaccaridi
Il termine
oligosaccaridi è usato generalmente per i composti formati da 3 a
10
monosaccaridi. Esso comprende zuccheri quali il raffinosio, lo stachiosio
ed il
verbascosio non digeribili dall'uomo, composti da galattosio, glucosio e
fruttosio e
contenuti soprattutto nei legumi. La produzione di gas a seguito
della
fermentazione di questi zuccheri nell'intestino crasso spiega il
meteorismo
provocato soprattutto in alcuni soggetti dal consumo di prodotti
leguminosi.
Polisaccaridi
Il
termine polisaccaridi è usato generalmente per i composti formati da più di
10
monosaccaridi.
L'amido
Costituisce la
riserva energetica del mondo vegetale. Le principali sorgenti di
amido sono i
cereali (pane, pasta, riso) e le patate. E' presente sotto forma di
granuli a
struttura semicristallina: la cottura dei cibi altera tale struttura
(processo di
gelatinizzazione), rendendo l'amido digeribile. Il raffreddamento
dei cibi, che
conduce a parziali fenomeni di ricristallizzazione dell'amido, ne
riduce
parzialmente la digeribilità.
Il glicogeno
E' di origine
animale. Negli alimenti (carne, fegato) il suo contenuto tuttavia è
privo di
significato nutrizionale essendo presente in minime quantità: dopo la
morte
dell'animale il glicogeno a causa dell'anossia si trasforma in acido
lattico.
Principali
glucidi Fonti
alimentari principali Digeribilità Prodotti della
digestione
Monosaccaridi
Glucosio
Frutta e
miele Ottima Glucosio
Fruttosio
Frutta e miele Ottima Fruttosio
Disaccaridi
Saccarosio
Canne e barbabietole da zucchero Ottima Glucosio e
Fruttosio
Lattosio
Latte e
latticini Incompleta negli adulti Glucosio e
Fruttosio
Polisaccaridi
Amido e
destrine
Cereali,
tuberi, legumi, ecc. Ottima Glucosio
Glicogeno
Carne e pesce Ottima Glucosio
Inulina
Topinambur
e cipolle Parziale Fruttosio
Mannosani
Legumi Molto bassa Mannosio
Pentosani
Frutta e gomme Molto bassa Pentosi
Cellulosa
Foglie e gambi
di vegetali,involucro
esterno di semi
(crusca),cereali
integrali,legumi,frutta
Digeribili
parzialmente
per azione dei
batteri
nell'intestino
crasso
Glucosio
Pectine
Frutta,
carote, patate dolci
Digeribili
parzialmente
per azione dei
batteri
nell'intestino
crasso
Galattosio
Arabinosio
LA FIBRA
FIBRA
Cos'è
Col termine
"fibra alimentare" si indicano i polisaccaridi non a base di amido
componenti le pareti delle
cellule, il
parenchima o alcune secrezioni dei tessuti vegetali e la lignina che sono
resistenti alla digestione
da parte degli
enzimi dell'intestino tenue dell'uomo.
Funzionalità
Le fibre
vengono classificate in insolubili, in grado di assorbire acqua, e
solubili, maggiormente
fermentabili.
FIBRE
INSOLUBILI
COSA SONO
Sono
fibre insolubili la cellulosa, parte delle emicellulose e la
lignina
presenti principalmente nella crusca di cereali.
DOVE SI
TROVANO
Presenti
principalmente nella crusca di cereali, sono caratterizzate
soprattutto
dalla loro capacità di fissare acqua (la cellulosa
purificata può
assorbirne da 5 a 10 volte il suo peso, la crusca ne
assorbe circa
25 volte).
COSA
DETERMINANO
aumento della
massa fecale
accelerato
transito intestinale
riduzione del
tempo di contatto con la mucosa intestinale di
sostanze
potenzialmente
nocive (tossiche, cancerogene, ecc.)
INDICAZIONI
Sono
particolarmente indicate nella regolazione delle funzioni
intestinali
(prevenzione e trattamento della stipsi e della
diverticolosi
intestinale).
FIBRE SOLUBILI
COSA SONO
Sono
fibre solubili i galattomannani, le pectine, le gomme e
mucillagini.
DOVE SI
TROVANO
Sono contenute
principalmente nella frutta, in alcuni legumi, nelle
verdure e nei
fiocchi d'avena. Hanno la proprietà di formare gel
(ad esempio, il
guar forma un gel circa 100 volte maggiore del loro
peso iniziale)
e di essere altamente fermentabili.
COSA
DETERMINANO
rallentamento
dello svuotamento gastrico e senso di sazietà
rallentamento
del transito intestinale
un aumento
dell'eliminazione degli acidi biliari (effetto che viene
favorito anche
dalla lignina e dalla crusca dei cereali)
una riduzione
dell'assorbimento e della produzione di
colesterolo
INDICAZIONI
Utili
nell'alimentazione di soggetti con disturbi metabolici che
traggono
vantaggio da un assorbimento dei nutrienti lento e/o
ridotto
(diabetici ecc.) e nelle diete per la riduzione del peso
(inducono senso
di sazietà).
Fabbisogno
La quantità
ottimale di fibra insolubile da assumere è nell'ordine di ai 30 gr/giorno.
Per raggiungere tale
quantità è
auspicabile aumentare il consumo di alimenti ricchi di fibre (cereali,
legumi, verdure e frutta). Un
'eccessiva
quantità potrebbe invece determinare, anche per la presenza di fitati e di
ossalati, una riduzione
dell'assorbimento elementi minerali (ferro, calcio, zinco) di origine
alimentare. L'assunzione contemporanea
di proteine
animali può contrastare tale effetto.
FIBR
VITAMINE
VITAMINE
Sono sostanze
organiche necessarie, anche se in piccole quantità, per le reazioni
metaboliche generali, per
l'accrescimento
ed il normale livello di efficienza dell'organismo.
Le vitamine
possono essere liposolubili (solubili nelle sostanze grasse e nei solventi)
e idrosolubili (solubili in
acqua).
Vitamine
liposolubili
Vengono
assorbite insieme ai grassi. Dal momento che, a differenza delle vitamine
idrosolubili, non
possono essere
eliminate con le urine, e restano immagazzinate nell'organismo per lungo
tempo; un loro
eccesso può
quindi provocare gravi intossicazioni.
Vitamina A
Svolge
un'azione protettiva delle mucose e degli epiteti in genere, concorrendo a
potenziarne il
valore di
barriera alle infezioni. La vitamina A inoltre favorisce la crescita,
favorendo lo sviluppo
scheletrico.
Vitamina D
Regola il
bilancio di calcio dell'organismo aumentando il livello ematico attraverso
un aumento
dell'assorbimento intestinale. La maggior quantità di calcio disponibile
viene immagazzinata nel
tessuto osseo
Vitamina E
Influisce sulla
stabilizzazione delle membrane cellulari e dei depositi di grasso. Inoltre
ricopre un
ruolo
importante nella biogenesi di alcuni organelli intracellulari
Vitamina K
La vitamina K
ha azione antiemorragica, favorendo la produzione dei fattori di
coagulazione da
parte del
fegato
Vitamine
idrosolubili
Hanno notevole
importanza come fattori coenzimatici di molti sistemi indispensabili alla
vita dell'organismo.
La loro
idrosolubilità le rende facilmente assorbibili dall'intestino e sono, almeno
in parte, sintetizzate dalla
flora batterica
intestinale. L'eccesso di queste vitamine è normalmente eliminato per gran
parte con le
urine. A
differenza delle vitamine liposolubili, sono praticamente "non
immagazzinabili" nei vari organi e
tessuti.
Vitamina B1
Ha un ruolo
essenziale nel metabolismo dei carboidrati, intervenendo in decine di
reazioni a
catena.
Vitamina B2
Viene assorbita
nell'intestino tenue e trasportata nel fegato e in altri tessuti, dove si
trasforma in
coenzima
Flavinmono nucleotide (FMN) e Flavindinucleotide (FAD) intervenendo in
reazioni di
ossidoriduzione
importanti nel quadro metabolico energetico cellulare.
Vitamina B6
Partecipa al
metabolismo dei glucidi e degli acidi grassi essenziali, degli aminoacidi e
di
sostanze
azotate.
Vitamina B12
E' necessaria
soprattutto nella produzione di globuli rossi , di conseguenza il segno più
evidente
della sua
carenza è una forma di anemia.
Acido
pantotenico
E' il
precursore del coenzima A, che è determinante per il metabolismo dei
carboidrati, degli
aminoacidi e
degli acidi grassi.
Acido folico
Agisce sul
metabolismo di quasi tutte le reazioni in cui un singolo atomo di carbonio
debba
passare da una
molecola all'altra: interviene ad esempio nella sintesi del DNA, nel
metabolismo
degli
aminoacidi e nella riparazione dei cromosomi
Biotina
E' una vitamina
idrosolubile del gruppo B contenente zolfo. Svolge un ruolo fondamentale nel
metabolismo di
lipidi, glucidi e proteine ed in particolare è un coenzima in diverse
carbossilasi.
Vitamina PP
Partecipa come
coenzima alla catena respiratoria, e agisce inoltre da cofattore
nell'ossidazione
degli acidi
grassi ed in un gran numero di reazioni di ossidoriduzione con la funzione
di cedere o
acquistare ioni
idrogeno.
Vitamina C
Impedisce
l'ossidazione dei tessuti corporei bloccando i radicali liberi
dell'ossigeno. E' inoltre
fondamentale
nella formazione dei tessuti connettivi (collageni).
VITAMINA A
Svolge
un'azione protettiva delle mucose e degli epiteti in genere, concorrendo a
potenziarne il valore di
barriera alle
infezioni. La vitamina A inoltre favorisce la crescita, favorendo lo
sviluppo scheletrico.
CHE COS'E'
La vitamina A
(o retinolo) può entrare nell'organismo sia come tale sia sotto forma di
precursori (i caroteni,
ed in
particolare il beta-carotene, detti anche Provitamina A). Il retinolo è
contenuto esclusivamente nei
tessuti animali
come fegato, burro e uova, mentre i caroteni sono di origine vegetale ed
hanno un'azione 6
volte meno
efficace; vengono trasformati in retinolo a seconda del fabbisogno
dell'organismo. La vitamina
A favorisce la
formazione e il mantenimento della cute e delle mucose: è inoltre un
componente dei
pigmenti
visivi.
FONTI
ALIMENTARI
Il retinolo si
trova nelle percentuali più elevate negli oli di fegato di pesce e nel
fegato di animali, nelle uova
e nel latte.
Nei vegetali (verdura e frutta) i carotenoidi sono abbondanti in quelli a
pigmentazione gialla,
verde scura o
rossa (ad esempio, carote, spinaci e albicocche).
FABBISOGNO
L'unità di
misura della vitamina A sono i retinolo equivalenti (RE). Un RE equivale a 1
microgrammo di
retinolo o 6
microgrammi di ß-carotene. Il livello raccomandato di assunzione di vitamina
A dal LARN
(1996) è di 700
RE/giorno per gli adulti maschi e 600 RE/giorno per le femmine. Nel caso di
donna incinta
il livello
raccomandato deve essere aumentato di 350 RE/giorno.
CARENZE
Come
manifestazioni carenziali si hanno alterazioni degli epiteli cutanei, che
vanno incontro a fenomeni di
ipercheratinizzazione. Alterazioni del trofismo epiteliale possono
interessare anche gli epiteli dell'apparato
respiratorio,
digerente, renale e sessuale. Una tipica manifestazione carenziale a carico
dell'occhio è la
xeroftalmia,
caratterizzata da secchezza dell'epitelio congiuntivale e corneale,
opacamento della cornea ed
atrofia delle
ghiandole lacrimali. Un sintomo iniziale di carenza è quello della
diminuzione della "visibilità" in
scarsità di
luce. La vitamina A è anche un fattore dell'accrescimento; se carente, si ha
l'arresto dello
sviluppo
scheletrico
VITAMINA D
Regola il
bilancio di calcio dell'organismo aumentando il livello ematico attraverso
un aumento
dell'assorbimento intestinale. La maggior quantità di calcio disponibile
viene immagazzinata nel tessuto
osseo
CHE COS'E'
La forma
endogena della vitamina D viene sintetizzata dall'organismo per azione della
luce solare. Se
tuttavia la
sintesi endogena risulta insufficiente, può essere assunta attraverso alcuni
alimenti: latte, uova,
formaggio,
burro; la forma endogena ed esogena hanno sostanzialmente gli stessi effetti
nell'uomo, per cui
vengono
accomunate sotto il termine di Vitamina D. La funzione della vitamina D è di
stimolare
l'assorbimento
a livello intestinale del calcio e del fosforo, favorendo la mineralizzazione della matrice
ossea.
FONTI
ALIMENTARI
L'olio di
fegato di merluzzo ne contiene una quantità elevatissima (210 µg/100g),
ma non viene di norma
consumato; i
pesci, specialmente quelli grassi come salmone e aringa, ne contengono fino
a 25 µg/100 g;
tra le carni
solo il fegato ne contiene un po' (0,5 µg/100 g); il burro ne contiene fino
a 0,75 µg/100 g e i
formaggi grassi
fino a 0,5 µg/100 g mentre le uova ne contengono circa 1,75 µg/100 g.
FABBISOGNO
L'esposizione
alla luce solare è normalmente sufficiente affinché ci sia una adeguata
produzione
interna di
vitamina D
negli adulti
per coprire le richieste dell'organismo; perciò non è necessario
assumere tale
vitamina con la dieta. Negli anziani la sintesi endogena è minima e un
apporto di 10
µg/giorno è
raccomandato.
CARENZE
In forma lieve
si evidenza una diminuita concentrazione nel siero di calcio e fosforo, in
forme gravi si può
arrivare al
rachitismo, debolezza muscolare e deformazioni delle ossa. In caso di
assunzione esterna di
vitamina D si
consiglia di non superare il livello massimo di 50 µg/giorno. (Commission of
the European
Community 1993)
VITAMINA E
VITAMINA E
VITAMINA E
Influisce sulla
stabilizzazione delle membrane cellulari e dei depositi di grasso. Inoltre
ricopre un
ruolo
importante nella biogenesi di alcuni organelli intracellulari
CHE COS'E'
La vitamina E
si trova in natura in otto forme di cui la più importante è
l'alfa-tocoferolo. L'assorbimento
della vitamina
E avviene a livello dell'intestino tenue mediante un processo di diffusione
passiva che
richiede
l'azione degli acidi biliari. L'azione biologica della vitamina E è dovuta
principalmente alle sue
proprietà
antiossidanti.
FONTI
ALIMENTARI
La vitamina E
si trova nei semi in generale, in alcuni cereali, nella frutta e negli oli
vegetali. Nell'olio di oliva
e di semi di
girasole e presente nella forma che ha maggiore attività biologica,
nell'olio di soia si trova la
forma con
un'attività biologica inferiore. La cottura degli alimenti comporta
generalmente perdite rilevanti,
così come nei
processi di raffinazione degli oli. Ne consegue che l'olio extra-vergine di
oliva crudo è un
alimento
consigliato per favorire l'apporto di vitamina E.
FABBISOGNO
Il fabbisogno
di vitamina E è strettamente legato all'apporto di altri nutrienti, in
particolare gli acidi grassi
polinsaturi e
da altri composti. Considerando che i consumi medi di grassi polinsaturi
nella popolazione
italiana sono
intorno a 20 g/giorno, il LARN suggerisce un livello raccomandato intorno
agli 8 mg/giorno. In
ogni caso non
devono scendere al di sotto dei 3 mg/giorno per le donne e 4 mg/giorno per
gli uomini.
CARENZE
Le situazioni
di carenza sono molto rare in quanto la maggior parte delle diete ne
contengono quantità
adeguate. I
sintomi di carenza si manifestano perciò normalmente soltanto in individui
con difetti
metabolici,
individui che non riescono ad assorbirla. In caso di carenza prolungata si
sviluppano disturbi
neurologici che
possono coinvolgere il sistema centrale e periferico, la retina e i muscoli.
Per quanto
riguarda la
tossicità ad alti dosaggi, si è constatato che soltanto oltre 2000 mg/giorno
alcuni soggetti
mostrano dei
disturbi e soprattutto a livello intestinale.
VITAMINA K
VITAMINA K
VITAMINA K
La vitamina K
ha azione antiemorragica, favorendo la produzione dei fattori di
coagulazione da
parte del
fegato
CHE COS'E'
Con il termine
di vitamina K viene indicato un numero elevato di sostanze naturali e/o
sintetiche contenenti
la molecola
2-metil-1,4-naftochinone. Le principali vitamine presenti in natura sono la
K1, la forma
prevalente
nella dieta, e la K2 (menachinoni). La vitamina K1 è sintetizzata dalle
piante verdi mentre la
vitamina K2 è
sintetizzata da alcuni batteri. La vitamina K ha attività antiemorragica e
favorisce la
coagulazione
del sangue.
FONTI
ALIMENTARI
Ne sono ricchi
gli ortaggi a foglia verde (spinaci, lattuga, broccoli e cavoli), mentre
quantità meno rilevanti
si trovano nei
cereali, nella carne e nei prodotti lattiero caseari.
FABBISOGNO
Non è facile
determinare il fabbisogno di vitamina K, il LARN ne raccomanda un apporto
minimo di 1
microgrammo/giorno di peso corporeo, apporto che è normalmente fornito da
una normale dieta mista.
CARENZE
La carenza di
vitamina K non è frequente in quanto l'uomo, oltre a introdurla con gli
alimenti, la sintetizza
nell'intestino
a opera di batteri ivi presenti. Le principali cause di carenza sono da
imputarsi alla
somministrazione di farmaci (sulfamidici, antibiotici) aventi la capacità di
interferire con i batteri intestinali e
a un inadeguato
assorbimento intestinale, come può verificarsi per assenza di bile o in
altre situazioni di
cattivo
assorbimento dei lipidi. La deficienza di vitamina K determina una sindrome
emorragica a cause
dell'inadeguata
sintesi dei fattori della coagulazione del sangue. I segni clinici vanno da
lievi ecchimosi a
emorragie,
anche fatali. I primi sintomi sono l'allungamento dei tempi di coagulazione.
VITAMINA B1
VITAMINA B1
VITAMINA B1
(TIAMINA)
Ha un ruolo
essenziale nel metabolismo dei carboidrati, intervenendo in decine di
reazioni a
catena.
CHE COS'E'
La molecola
della tiamina è costituita da un anello pirimidinico e da un anello
tiazolico legati da un ponte
metilenico. La
vitamina B1 favorisce la trasformazione dei carboidrati in energia e aiuta
l'organismo a
sfruttare
l'energia stessa.
FONTI
ALIMENTARI
La tiamina è
molto diffusa negli alimenti di origine animale e vegetale. Nei vegetali
ve ne è una
quantità
maggiore, in particolare nei cereali, dove si trova soprattutto nel germe.
Essendo idrosolubile, una
grande quantità
di vitamina B1 viene persa durante la cottura: nei legumi circa il 40%,
nelle carni circa il
30%, nelle uova
il 25% e nei cereali il 10%.
FABBISOGNO
I livelli
raccomandati dal LARN sono: 0,4 mg/1000kcal con un minimo di 0,8 mg/giorno
nel caso di diete al
di sotto delle
2000 kcal/giorno. Ciò è dovuto al fatto che la tiamina (vitamina B1) è
principalmente coinvolta
nel metabolismo
energetico.
CARENZE
La deficienza
di tiamina provoca dei disturbi nel metabolismo dei carboidrati. Deficienze
croniche di
vitamina B1
portano alterazioni del sistema nervoso, del sistema cardiovascolare e
dell'apparato
gastroenterico.
In caso di apporto elevato, l'eccesso viene rapidamente escreto nelle urine.
VITAMINA B2
VITAMINA B2
VITAMINA B2
(RIBOFLAVINA)
Viene assorbita
nell'intestino tenue e trasportata nel fegato e in altri tessuti, dove si
trasforma in
coenzima
Flavinmono nucleotide (FMN) e Flavindinucleotide (FAD) intervenendo in
reazioni di
ossidoriduzione
importanti nel quadro metabolico energetico cellulare.
AZIONE
FISIOLOGICA
La Riboflavina
viene assorbita nell'intestino tenue, si lega alle proteine plasmatiche e
trasportata nel fegato
e in altri
tessuti, si trasforma nei coenzimi Flavinmononucleotide (FMN) e
Flavindinucleotide (FAD)
intervenendo in
reazioni di ossidoriduzione importanti nel quadro metabolico energetico
cellulare.
FONTI
ALIMENTARI
E' molto
diffusa sia negli alimenti di origine vegetale che animale. Vegetali a
foglia verde, lievito di birra,
fegato, reni e
cuore di più animali, uova e latte sono ricchi di vitamina B2. E'
idrosolubile, quindi l'uso
eccessivo di
acqua o la cottura prolungata dei vegetali ne determinano una notevole
perdita.
FABBISOGNO
Viene calcolato
sulla base delle calorie introdotte a causa del ruolo della vitamina B2 nel
metabolismo
energetico. 0,6
mg\1000 Kcal. è il livello raccomandato per una corretta alimentazione.
CARENZE
La carenza di
Riboflavina, rara nel nostro Paese, determina un arresto della crescita,
dermatiti, lesioni ai
bordi delle
labbra e patologie oculari. L'eccesso di vitamina B2 viene eliminato con le
urine.
VITAMINA B6
VITAMINA B6
VITAMINA B6
Partecipa al
metabolismo dei glucidi e degli acidi grassi essenziali, degli aminoacidi e
di
sostanze
azotate.
CHE COS'E'
Il termine
vitamina B6 comprende tre composti: la piridossina, il piridossale e la
piridossamina. E'
contenuta negli
alimenti viene assorbita nell'intestino tenue; interviene nel metabolismo
degli aminoacidi e
del glicogeno e
perciò contribuisce alla buona utilizzazione delle proteine introdotte con
gli alimenti; è
anche coinvolta
in alcune reazioni del metabolismo dei glucidi e dei grassi.
FONTI
ALIMENTARI
In natura è
presente sia negli alimenti di origine vegetale (cereali, legumi, ortaggi )
che animale e derivati
(fegato, rene,
uova, latte, formaggio ). E' sintetizzata anche dalla flora intestinale.
FABBISOGNO
Il livello di
assunzione, calcolato in base a un apporto proteico del 15% con la dieta, è
di 1,5 mg per 100 g
di proteine
alimentari.
CARENZE
Il deficit di
vitamina B6 è raro e può causare irritabilità, crampi muscolari e
convulsioni. L'ipervitaminosi
determina una
neuropatia sensoriale periferica.
VITAMINA B12
VITAMINA B12
VITAMINA B12
E' necessaria
soprattutto nella produzione di globuli rossi , di conseguenza il segno più
evidente
della sua
carenza è una forma di anemia.
CHE COS'E'
Ha una
struttura complessa nella quale un atomo di cobalto trivalente collega un
acido esacarbossilico ad
un nucleotide.
E' un coenzima richiesto nel metabolismo e nella sintesi degli acidi
nucleici. Per essere
assorbita
richiede la presenza di un'altra sostanza, chiamata fattore intrinseco,
situata nello stomaco.
FONTI
ALIMENTARI
La vitamina B12
è presente in dose minima in tutti gli alimenti di origine animale, mentre
il fegato ne è
molto ricco. E'
assente nei vegetali.
FABBISOGNO
Il livello
medio di assunzione nell'adulto è di 2 mg/giorno. Questa quantità aumenta
del 20% in gravidanza
e del 50%
durante l'allattamento.
CARENZE
La carenza di
vitamina B12 è dovuta a uno scarso assorbimento legato a un deficit del
fattore intrinseco
che si ha in
presenza di lesioni gastriche, di condizioni congenite e di anticorpi
anti-fattore intrinseco nel
succo gastrico.
Il sintomo più importante è l'anemia macrocitica megaloblastica. La
carenza di vitamina
B12 si può
manifestare in caso di dieta vegetariana
oppure in situazioni di eccessivo consumo come
l'allattamento
o la gravidanza con rischio di gravi danni neurologici del nascituro. La
vitamina B12 viene
immagazzinata
dall'organismo e a livelli d'ingestione superiori a 200 mg manifesta
tossicità.
ACIDO PANTOTENICO
ACIDO
PANTOTENICO
E' il
precursore del coenzima A, che è determinante per il metabolismo dei
carboidrati, degli
aminoacidi e
degli acidi grassi.
CHE COS'E'
E' il
precursore del coenzima A, che è determinante per il metabolismo dei
carboidrati, degli aminoacidi e
degli acidi
grassi.
FONTI
ALIMENTARI
L'acido
pantotenico è largamente distribuito negli alimenti vegetali e animali.
FABBISOGNO
Il livello d'
assunzione adeguato è compreso tra 3-12 mg/giorno.
CARENZE
Data la
diffusione della vitamina in natura la deficienza è rara ed da rapportarsi a
gravi mancanze
alimentari o ad
alterazioni dell' assorbimento intestinale. Non si hanno fenomeni di
ipervitaminosi, perché
la vitamina in
eccesso è eliminata con le urine fino a 7 mg/giorno.
ACIDO FOLICO
ACIDO FOLICO
Agisce sul
metabolismo di quasi tutte le reazioni in cui un singolo atomo di carbonio
debba
passare da una
molecola all'altra: interviene ad esempio nella sintesi del DNA, nel
metabolismo
degli
aminoacidi e nella riparazione dei cromosomi
CHE COS'E'
L'Acido folico
interviene nella sintesi degli acidi nucleici (DNA e RNA) e nel metabolismo
di alcuni
aminoacidi.
FONTI
ALIMENTARI
Fonti naturali
di acido folico sono le frattaglie, i legumi, i pomodori e le arance.
FABBISOGNO
Il dosaggio
raccomandato è di 200 µg
BIOTINA
BIOTINA
E' una vitamina
idrosolubile del gruppo B contenente zolfo. Svolge un ruolo fondamentale nel
metabolismo di
lipidi, glucidi e proteine ed in particolare è un coenzima in diverse
carbossilasi.
CHE COS'E'
E' una vitamina
idrosolubile del gruppo B contenente zolfo. Svolge un ruolo fondamentale nel
metabolismo
ed in
particolare è un coenzima in diverse carbossilasi.
FONTI
ALIMENTARI
La biotina è
introdotta esclusivamente con gli alimenti. Fonti naturali di biotina sono
le carni di bue, vitello,
maiale, agnello
e pollo, cavolfiore, funghi, carote, pomodori, spinaci, fagioli, piselli
secchi, mele, latte
umano e
vaccino, pesci, uova e formaggi.
FABBISOGNO
Non esistono
informazioni sufficienti per stabilire il livello di assunzione raccomandato
(LARN). Il livello
medio di
assunzione europeo è compreso fra 15 e 100 µg /giorno.
CARENZE
Il deficit di
Biotina, estremamente raro, si manifesta con alterazioni a carico della cute
(desquamazioni). Un
eccessivo
consumo di uova crude o alla coque può determinare ipovitaminosi in quanto
l'albume contiene
una proteina
che rende indisponibile la biotina, impedendone l'assorbimento intestinale.
VITAMINA PP
VITAMINA PP
VITAMINA PP
Partecipa come
coenzima alla catena respiratoria, e agisce inoltre da cofattore
nell'ossidazione
degli acidi
grassi ed in un gran numero di reazioni di ossidoriduzione con la funzione
di cedere o
acquistare ioni
idrogeno.
AZIONE
FISIOLOGICA
Con il termine
vitamina PP (Niacina) vengono indicati l'acido nicotinico e la nicotinamide.
La niacina,
introdotta
nella dieta sotto forma di coenzimi NAD e NADP partecipa a numerose reazioni
di
ossidoriduzione, nella sintesi di acidi grassi e di aminoacidi.
FONTI
ALIMENTARI
La vitamina PP
è presente negli alimenti di origine animale (muscolo, pesce, fegato), nei
legumi, nella
frutta e nel
lievito.
FABBISOGNO
La sintesi
endogena di Vitamina PP (niacina), a partire dal triptofano, un aminoacido
essenziale,
assimilabile
con la dieta , è sufficiente al fabbisogno normale. In un adulto che segue
una dieta da 2000
Kcal il livello
di niacina assunta è di 13 mg, che salgono a 20 mg con una dieta da 3000
Kcal.
CARENZE
La dieta con
insufficiente apporto di niacina porta nel tempo all'insorgere di una
malattia chiamata
"pellagra" che
si manifesta con dermatite generalizzata, manifestazioni neurologiche
(demenza) e
dell'apparato
digerente (diarree). Un'eventuale ipervitaminosi (maggiore di 500 mg/giorno)
provoca danni
epatici,
vasodilatazione con conseguente ipotensione.
VITAMINA C
VITAMINA C
VITAMINA C
Impedisce
l'ossidazione dei tessuti corporei bloccando i radicali liberi
dell'ossigeno. E' inoltre
fondamentale
nella formazione dei tessuti connettivi (collageni).
AZIONE
FISIOLOGICA
Regola il
potenziale di ossidazione della cellula per la sua capacità di passare da
forma ridotta a forma
ossidata in
equilibrio reciproco e con processo reversibile. Favorisce la formazione del
collagene, di
adrenalina,
regola la resistenza e la permeabilità dei capillari. Interviene nei
processi di difesa cellulare
inattivando i
radicali liberi dell'ossigeno favorendo l'azione antiradicalica della
vitamina E. Favorisce
l'assorbimento
intestinale del ferro. La vitamina C, presente nell'adulto in quantità di
circa 1500 mg., è
assorbita nella
mucosa dello stomaco e dell'intestino.
FONTI
ALIMENTARI
Agrumi,
peperoni, pomodori, kiwi e verdure a foglia verde sono ricchi di vitamina C
se consumati freschi.
Bisogna evitare
lavaggi con quantità eccessive di acqua (che possono determinarne una
perdita fino al 75
%) e cotture
non troppo prolungate, essendo questa vitamina idrosolubile e facilmente
degradabile, perché
instabile al
calore e all'ossigeno dell'aria.
FABBISOGNO
Il livello
raccomandato di assunzione della vitamina C con la dieta mediterranea è di
60 mg/giorno sia nella
donna che nell'
uomo in condizioni di normalità. Un aumento del fabbisogno si ha in
gravidanza (+ 10
mg/giorno),
durante l'allattamento (+ 30 mg/giorno), negli stati febbrili, nelle
malattie infettive e raddoppia
nei fumatori.
CARENZE
La carenza di
vitamina C, praticamente inesistente nei paesi industrializzati, quando è in
forma grave
determina lo
"scorbuto", quadro morboso caratterizzato da fragilità capillare diffusa con
possibilità di
emorragie. Un
livello plasmatico ottimale di vitamina C garantisce una buona protezione
dell' organismo
contro gli
attacchi ossidativi. In caso di ipervitaminosi si hanno disturbi a livello
gastrointestinale dovuti
all'acidità.
MINERALI
SALI MINERALI
I minerali sono
sostanze micronutritive che non forniscono direttamente energia (a
differenza di carboidrati
lipidi e
proteine), ma la loro presenza è necessaria perché possano avvenire reazioni
con liberazione di
energia.
L'organismo non è in grado di sintetizzare alcun minerale; è quindi
necessario introdurli con alimenti
e bevande.
Possiamo
dividere i minerali in macroelementi ed in microelementi.
Macroelementi
Sodio
Svolge
un'azione di regolazione dell'equilibrio acido-base e del bilancio
idrosalino ed è
fondamentale
per il funzionamento del sistema nervoso.
Potassio
Interviene
nella trasmissione nervosa e nella regolazione dell'equilibrio acido-base e
del
bilancio
idrosalino.
Calcio
Stimola muscoli
e nervi e realizza la coagulazione del sangue; inoltre svolge attività di
tipo
enzimatico, ed
è un elemento strutturale di ossa, denti e cellule.
Fosforo
Rappresenta il
componente dei legami di fosfato ricchi di energia, ed è un elemento
strutturale di
ossa, denti e cellule.
Cloro
Regola il
bilancio idrico e produce acido cloridrico nello stomaco.
Magnesio
Funge da
attivatore enzimatico e agisce da modulatore dell'attività elettrica della
muscolatura.
Microelementi
Ferro
Compito
principale del ferro è legare l'ossigeno nella molecola di emoglobina e in
altri
trasportatori
di ossigeno (mioglobina, citocromi).
Zinco
E' coinvolto
nella produzione, deposito e secrezione dell’insulina.
Rame
E' un
costituente fondamentale degli enzimi coinvolti nel metabolismo del ferro e
nella
produzione di
sangue.
Manganese
E'
indispensabile per il funzionamento di alcuni enzimi
Iodio
E' il
componente degli ormoni tiroidei.
Cromo
Costituente di
alcuni enzimi, viene coinvolto nel metabolismo del glucosio e in generale
nel
metabolismo
energetico.
Selenio
Svolge la sua
funzione in associazione con la vitamina E, proteggendo le cellule dai danni
dell'ossidazione ed ostacolando la formazione dei radicali liberi.
Molibdeno
E' un cofattore
di enzimi coinvolti in reazioni di ossidoriduzione.
Altri minerali,
detti elementi traccia perché presenti in concentrazione inferiore al
microgrammo per grammo
di dieta, non
sono ancora stati considerati come essenziali (litio, vanadio, silicio,
nichel, arsenico, piombo).
I minerali per
essere biodisponibili devono essere chelati, cioè trasformati in forma
assimilabile. La
biodisponibilita è influenzata anche da fattori intrinseci come età, sesso,
infezioni intestinali o alimentari,
abitudini
alimentari, stress, gravidanza e allattamento e da fattori estrinseci legati
alla forma chimica e alla
solubilità del
minerale.
SODIO
SODIO
SODIO
Svolge
un'azione di regolazione dell'equilibrio acido-base e del bilancio
idrosalino ed è
fondamentale
per il funzionamento del sistema nervoso.
AZIONE
FISIOLOGICA
Il sodio è
presente principalmente nei liquidi extracellulari, in quantità minore nei
liquidi intracellulari e nelle
ossa. Svolge
importanti funzioni quali regolazione della pressione osmotica, del volume
dei liquidi
extracellulari
e dell'equilibrio acido-base; interviene nella trasmissione dell' impulso
nervoso, nel
mantenimento
del potenziale di membrana e dei gradienti elettrochimici transmembrana. Il
sodio degli
alimenti è
totalmente assorbito nell'intestino tenue e nel colon. La regolazione del
contenuto corporeo di
sodio avviene
per opera dell'aldosterone.
FONTI
ALIMENTARI
Il sodio è
presente nella nostra dieta sia come sale aggiunto nella cucina casalinga
(sodio discrezionale)
sia come
contenuto naturale e aggiunto nelle trasformazioni artigianali e industriali
degli alimenti (non
discrezionale).
Il sodio discrezionale rappresenta mediamente il 36% dell' assunzione
totale. Fonti
alimentari
naturalmente ricche di sodio sono i cereali e derivati (pane), carne, uova,
pesce, latte e derivati.
Prodotti come
il formaggio, il pesce e la carne conservati sono ricchi di sodio aggiunto,
presente
soprattutto
sotto forma di cloruro di sodio e minimamente come glutammato di sodio e
bicarbonato di
sodio.
FABBISOGNO
Nei soggetti
adulti sani il livello raccomandato di assunzione è compreso fra 575 e 3500
mg/giorno
corrispondenti
a 1,5 e 8,8 g di sale al giorno e si mantiene tale anche durante la
gravidanza e
l'allattamento
nonostante l'aumentato fabbisogno che è comunque soddisfatto dalla normale
dieta.
CARENZE
Un deficit di
sodio si può verificare solo in presenza di particolari situazioni quali una
sudorazione estrema,
traumi, diarrea
cronica o patologie renali. L'assunzione elevata determina un aumento del
volume dei
liquidi
extrcellulari con conseguente edema e ipertensione. Una riduzione del
consumo di sodio porterebbe
a una
diminuzione della mortalità per patologie cardio e cerebro-vascolari.
POTASSIO
POTASSIO
POTASSIO
Interviene
nella trasmissione nervosa e nella regolazione dell'equilibrio acido-base e
del bilancio
idrosalino.
AZIONE
FISIOLOGICA
Il 95% del
potassio è nei liquidi intracellulari mentre la restante parte si trova nei
liquidi extracellulari.
Questo
equilibrio è mantenuto dalla pompa sodio-potassio ed è di fondamentale
importanza per il controllo
della pressione
osmotica e dell'equilibrio acido-base. Il potassio extracellulare è
coinvolto nei processi di
trasmissione
dell'impulso nervoso, nel controllo della contrazione muscolare e della
pressione arteriosa.
Più del 90% del
potassio alimentare è assorbito nell'intestino tenue.
FONTI
ALIMENTARI
Fonti naturali
di potassio sono ortaggi, frutta e carni fresche non sottoposti a
trattamenti industriali di
conservazione.
FABBISOGNO
E' consigliato
un apporto di potassio di 3,2 g/giorno nell'adulto ed è meglio se questo
derivi dal consumo di
alimenti di
origine vegetale piuttosto che dall'uso di sali di potassio.
CARENZE
Una carenza di
potassio può essere causata da perdite eccessive per via gastroenterica,
come vomito
prolungato e
diarrea cronica, o per via urinaria, conseguente all'uso di diuretici e a
nefropatie. Il deficit
determina
stanchezza muscolare, sonnolenza, anoressia, nausea, apprensione,
disattenzione fino ad
arrivare ad
aritmie cardiache anche mortali in caso di grave carenza. Una intossicazione
acuta di potassio,
determinata da
una somministrazione eccessiva per via parenterale o enterale, può causare
arresto
cardiaco.
CALCIO
CALCIO
CALCIO
Stimola muscoli
e nervi e realizza la coagulazione del sangue; inoltre svolge attività di
tipo
enzimatico, ed
è un elemento strutturale di ossa, denti e cellule.
AZIONE
FISIOLOGICA
E' presente
nell' organismo in quantità superiore a qualsiasi altro minerale: 1200 gr.
circa. Quasi tutto è
contenuto nelle
ossa e nei denti (99%) e in minima parte nelle cellule e nel sangue.
Partecipa a importanti
funzioni quali
la trasmissione dell'impulso nervoso, la contrazione del muscolo, la
moltiplicazione e la
differenzazione
delle cellule, la permeabilità delle membrane. Una sufficiente quantità di
vitamina D,
detta
perciò
"calciofissatrice", deve essere presente nell'organismo perché il calcio
possa essere assorbito e si
fissi nel
tessuto osseo. Il 35-40 % del calcio contenuto nella dieta viene assorbito
nell'intestino tenue
mediante
trasporto con carrier specifici. L'eliminazione si ha con il sudore, con le
feci e con l'urina .
FONTI
ALIMENTARI
Fonti naturali
sono latte e latticini, tutti i formaggi, ortaggi verdi, cereali e in
piccola quantità carni e pesci.
L'acqua dà un
apporto di Calcio più o meno importante a seconda della quantità in essa
contenuta che
varia da pochi
mg/l a più di 400 mg/l.
FABBISOGNO
Per determinare
il bisogno di Calcio nelle diverse età ci si basa sull'effetto che questo ha
sulle ossa. Nei
bambini da 1 a
6 anni la dose raccomandata è di 800 mg/giorno mentre in quelli da 7 a 10
anni aumenta a
1000 mg/giorno
e rimane tale fino all'età adulta. Dopo i 30 anni la dose raccomandata è di
800 mg/giorno.
Il fabbisogno
aumenta di 400 mg/giorno durante la gravidanza e l'allattamento. Dopo la
menopausa il
livello di
assunzione adeguato è di 1200-1500 mg/giorno.
CARENZE
Le principali
malattie da deficit sono il rachitismo, l'osteomalacia e l'osteoporosi,
queste ultime
caratterizzate
da fragilità ossea. Un eccesso di Calcio si può avere in seguito ad una
inappropriata
somministrazione di vitamina D e può provocare nefrolitiasi e
nefrocalcinosi.
FOSFORO
FOSFORO
FOSFORO
Rappresenta il
componente dei legami di fosfato ricchi di energia, ed è un elemento
strutturale
di ossa, denti
e cellule.
AZIONE
FISIOLOGICA
Il fosforo è
presente per l' 85% nel tessuto osseo e per il 15% nei tessuti molli e nei
liquidi extracellulari. E'
un elemento
delle nucleoproteine e partecipa alla formazione di fosfolipidi, alla
trasmissione intracellulare
di messaggi
ormonali, alla regolazione dell'equilibrio acido-base dei fluidi corporei.
Il suo assorbimento
intestinale è
influenzato positivamente dalla
vitamina D
FONTI
ALIMENTARI
E' presente nei
cereali, nelle verdure, nel latte, nelle carni bovine, nel pesce, nel
pollame, nei legumi. La
biodisponibilità del fosforo presente negli alimenti d'origine animale è
superiore a quella dei vegetali.
FABBISOGNO
Una dieta
equilibrata soddisfa il fabbisogno di fosforo. Il rapporto molare
calcio/fosforo è di 1,3; quindi è da
evitare una
assunzione di fosforo troppo elevata rispetto a quella del calcio, perché
sia l'escrezione che
l'assorbimento
sono strettamente correlati. Vengono raccomandati livelli di assunzione di
fosforo
corrispondenti
ai livelli raccomandati per il calcio, ovvero: da 7 a 10 anni,1000mg/giorno
e rimane tale fino
all'età adulta;
dopo i 30 anni la dose raccomandata è di 800mg/giorno.
CARENZE
In particolari
condizioni cliniche di malassorbimento, di abuso prolungato di antiacidi
capaci di legarsi al
fosforo si può
determinare una carenza di fosforo i cui sintomi sono: anoressia, turbe
mentali, alterazioni
della
conduzione nervosa e dell'apparato muscolo-scheletrico. L'iperfosfatemia può
presentarsi di
conseguenza a
un'insufficienza renale cronica, a ipertiroidismo grave, a sindromi
emolitiche e può
scatenare una
crisi tetanica da ipocalcemia.
CLORO
CLORO
CLORO
Regola il
bilancio idrico e produce acido cloridrico nello stomaco.
AZIONE
FISIOLOGICA
Il 70% del
cloro si trova nel liquido extracellulare, il rimanente è nell'osso, nel
tessuto connettivo e nel
liquido
intracellulare .E' presente soprattutto come cloruro di sodio e di potassio
e interviene nella
regolazione
della pressione osmotica, dell'equilibrio acido-base e del bilancio
idro-elettrolitico. Nel succo
gastrico è
presente come acido cloridrico. Viene assorbito nell'intestino tenue
FONTI
ALIMENTARI
La più
importante fonte alimentare di cloro è il cloruro di sodio mentre apporti
più bassi derivano dal
cloruro di
potassio. Il contenuto in cloro degli alimenti varia in base al loro
contenuto in cloruro di sodio.
FABBISOGNO
In un soggetto
normale l'apporto alimentare e la perdita del cloro sono parallele a quelle
del sodio, perciò il
livello di
assunzione raccomandato è uguale a quello del sodio ed equivale
all'ingestione di 1,5-8,8 g di
sale.
CARENZE
Normalmente non
si verifica il deficit di cloro se non in caso di perdite abbondanti di
succo gastrico
attraverso il
vomito o di perdite di sali a causa di diarrea cronica, di eccezionale e
prolungata sudorazione
e di patologie
renali. Dosi eccessive di cloro possono, interagendo con il sodio, causare
ipertensione.
MAGNESIO
MAGNESIO
MAGNESIO
Funge da
attivatore enzimatico e agisce da modulatore dell'attività elettrica della
muscolatura.
AZIONE
FISIOLOGICA
Il 60% del
magnesio si trova nelle ossa mentre la restante parte è nei liquidi
extracellulari e negli spazi
intracellulari
E' necessario per molti processi metabolici quali la biosintesi dei lipidi,
delle proteine e degli
acidi nucleici
e la glicolisi con trasformazione del glucosio in energia. Interviene nel
trasporto di membrana
e nell'attività
di 300 sistemi enzimatici. Nei liquidi extracellulari mantiene il potenziale
di membrana dei
nervi e dei
muscoli, partecipa alla trasmissiopne dell'impulso nervoso, a processi di
mineralizzazione e di
sviluppo
scheletrico. La quantità di magnesio assorbita nell'intestino tenue varia in
base alla sua
concentrazione
nella dieta e alla presenza di alcuni componenti quali i fitati, calcio,
fosforo e acidi grassi.
L'eliminazione
del magnesio avviene con le feci, le urine e con il sudore.
FONTI
ALIMENTARI
La maggior
concentrazione di magnesio si ha nei legumi, nei cereali integrali, nella
frutta secca, nei
vegetali a
foglia verde e nelle banane mentre è presente in minor quantità nella carne,
nel pesce e nel
latte. Diete
ricche di vegetali e cereali non raffinati sono più ricche di magnesio
rispetto a quelle ricche di
carni, di
prodotti lattiero-caseari e di alimenti raffinati.
FABBISOGNO
Nel soggetto
sano l' apporto compreso fra 150 e 500 mg/die è adeguato.
CARENZE
Data la
diffusione del magnesio negli alimenti uno stato di carenza può essere
riscontrato in particolari
situazioni
quali patologie gastroenteriche, malnutrizione, alcoolismo, uso di farmaci
(diuretici, nefrotossici)
che
interferiscono con il suo assorbimento e si manifesta con un'alterazione del
metabolismo del calcio,
del sodio e del
potassio con conseguente debolezza muscolare, alterazioni cardiache e crisi
tetaniche.
Ipermagnesiemia
può essere presente in caso di abuso di farmaci contenenti magnesio:
inizialmente
determina
nausea, ipotensione e vomito, in seguito bradicardia, vasodilatazione
cutanea, alterazioni
elettrocardiografiche, depressione del sistema nervoso e infine depressione
respiratoria, coma e arresto
cardiaco.
FERRO
FERRO
FERRO
Compito
principale del ferro è legare l'ossigeno nella molecola di emoglobina e in
altri
trasportatori
di ossigeno (mioglobina, citocromi).
AZIONE
FISIOLOGICA
Il ferro
interviene nella sintesi dell'emoglobina, della mioglobina e di diversi
enzimi e svolge importanti
funzioni quali
il trasporto di ossigeno ai tessuti e l'attività di importanti sistemi
enzimatici. Il 65% del ferro
contenuto
nell'organismo è nell'emoglobina, la restante parte si trova nella
mioglobina, nella ferritina e
nell'emosiderina come deposito. Minime quantità sono associate alla
transferrina, che è una proteina di
trasporto. Il
ferro in forma eme, presente nelle emoproteine del pesce e della carne,
viene assorbito come
complesso
porfirinico senza interazioni con gli altri componenti della dieta, mentre
quello in forma non-eme
è dipendente
dai costituenti della dieta e dallo stato nutrizionale del soggetto. Negli
alimenti di origine
vegetale il
ferro è presente solo in forma non-eme.
FONTI
ALIMENTARI
Il ferro è
presente sia in alimenti di origine animale (carne e pesce) che in alimenti
di origine vegetale
(legumi,
indivia, radicchio verde e spinaci). Circa 1/3 del ferro assunto
giornalmente deriva da verdure e
ortaggi mentre
minore è la quota di assunzione dai cereali, dalla carne e dal pesce, per
cui prevale la
forma non-eme.
Nella dieta italiana il contenuto di acido ascorbico è piuttosto elevato,
mentre sono
presenti in
basse concentrazioni sostanze inibenti, per cui si ha un soddisfacente
livello di assorbimento
del ferro.
FABBISOGNO
Le
raccomandazioni sui livelli di assunzione sono basati sulle perdite negli
adulti e sulle quantità
necessarie per
la crescita per bambini e adolescenti. Il calcolo della quantità giornaliera
varia fra i due
sessi, perché
diversa è la perdita del ferro. Nell'uomo adulto e nella donna in età
post-menopausale la
dose
raccomandata è di 10 mg/giorno mentre nel periodo fertile la donna ,
calcolando la perdita di ferro
con le
mestruazioni, ha bisogno di 18mg/giorno. In gravidanza è opportuno un
surplus di 30 mg/giorno.
Nell'adolescenza la dose raccomandata è di 12 mg/giorno che diventano 18
mg/giorno nelle ragazze con
la comparsa
delle mestruazioni. Nella prima infanzia uno scarso apporto di ferro può
interferire con il
giusto sviluppo
psicomotorio del bambino perciò il livello consigliato è di 7 mg/giorno nei
bambini dai 6
mesi ai 3 anni
e di 9 mg/giorno in quelli da 4 a 10 anni. Prima dei 6 mesi è da
privilegiare l'allattamento
materno, perché
il ferro del latte umano è altamente disponibile.
CARENZE
Il deficit di
ferro e conseguente esaurimento delle riserve determina l'anemia
sideropenica che presenta
sintomi quali
pallore, astenia, tachipnea e tachicardia. Se lo stato di carenza si protrae
il livello di
emoglobina
scende al di sotto dei valori normali, si hanno alterazioni
dell'eritropoiesi, e conseguente grave
anemia
microcitica e ipocromica. Malattie da accumulo di ferro sono soltanto di
natura genetica.
ZINCO
ZINCO
ZINCO
E' coinvolto
nella produzione, deposito e secrezione dell’insulina.
AZIONE
FISIOLOGICA
Essenziale per
la sintesi proteica, concorre a regolare la contrattilità muscolare e si
concentra in
particolare
nella muscolatura striata. Catalizza e regola numerose reazioni enzimatiche;
influenza con
selenio e iodio
la funzionalità tiroidea, influenza inoltre il sistema di difesa
immunitario. Riduce come
antiossidante
la formazione di radicali liberi. Lo zinco in percentuale del 10-40% viene
assorbito
nell'intestino
prossimale secondo la sua concentrazione ematica. L'eliminazione avviene
attraverso
sudore, urine,
feci. Una parte di zinco passa nel circolo entero-epatico e viene
riassorbita nell' intestino
tenue.
FONTI
ALIMENTARI
Carne di manzo,
maiale, agnello, germe di grano, lievito di birra, uova, semi di zucca,
senape ne sono
ricchi. Negli
alimenti di origine animale la biodisponibilità dello zinco è maggiore che
in quelli di origine
vegetale a
causa di sostanze contenute nei secondi come acido fitico e fosfati che ne
limitano
l'assorbimento.
FABBISOGNO
La dose
consigliata è di circa 10 mg giornalieri per l'uomo e 7 per la donna.
Durante l'allattamento è
consigliabile
un aumento di 5 mg al giorno per reintegrare la quota persa con il latte.
CARENZE
Una grave
carenza di zinco si manifesta con deficit di crescita, epatomegalia, e
anemia. Una particolare
malattia
genetica che causa un malassorbimento di zinco è la acrodermatite
enteropatica ed è
caratterizzata
da dimagrimento, alopecia, lesioni mucose e cutanee, ritardo nella
cicatrizzazione e
diminuzione
delle difese immunitarie. A rischio di carenza sono in particolare i neonati
prematuri, gli
ammalati di
AIDS, le donne in gravidanza o durante l'allattamento e gli anziani. La
tossicità dello zinco si
può manifestare
oltre i 150 mg/giorno con nausea, vomito, febbre e ridotta risposta
immunitaria.
RAME
RAME
RAME
E' un
costituente fondamentale degli enzimi coinvolti nel metabolismo del ferro e
nella
produzione di
sangue.
AZIONE
FISIOLOGICA
Il rame è
necessario all'organismo per utilizzare il ferro nella sintesi
dell'emoglobina; è inoltre importante
per il
metabolismo energetico cellulare, per la produzione di tessuto connettivo, e
interviene nei processi di
pigmentazione e
cheratinizzazione dei capelli e della cute e nella catena respiratoria. Ha
un'influenza
anche
sull'attività cardiaca. Il 40% del rame dell'organismo si trova nei muscoli
mentre la restante parte è
nel fegato, nel
cervello, nel sangue, nel cuore e nei reni. L'eliminazione del rame avviene
attraverso le
urine, il
sudore e la bile.
FONTI
ALIMENTARI
E' presente
nelle frattaglie, nei cereali, nelle fave, nella frutta secca, nei
gamberetti e nella maggior parte
dei frutti di
mare.
FABBISOGNO
Una dieta
equilibrata in genere fornisce quantità adeguate di rame. Nei bambini da 1 a
6 anni l'apporto
adeguato è di
30 µg/Kg/giorno mentre dai 15 ai 18 anni è di 18 µg/Kg/giorno. Nei nati
prematuri con un
peso inferiore
a 1500 g non si è avuto deposito di rame, perciò il fabbisogno giornaliero è
di 80 µg/Kg.
L'adulto
necessita di 1,2 µg/giorno. Per le donne questa quantità deve essere
aumentata di 30 µg/giorno
nel periodo
dell'allattamento per la produzione di 750 ml di latte al giorno, essendo il
latte umano
particolarmente
ricco di rame.
CARENZE
Si sono
evidenziati stati di deficit nei nati prematuri e nei bambini allattati con
latte vaccino, in soggetti
adulti che
seguono una dieta particolarmente ricca di zinco e di cereali e povera di
proteine o in situazioni
di
alimentazione parenterale totale. I sintomi di carenza sono: leucopenia e
neutropenia, osteoporosi grave
e fratture
patologiche anche nei bambini, maggior disponibilità a infezioni
respiratorie, anemia. Situazioni
di tossicità di
rame si hanno esclusivamente in caso di contaminazione delle bevande, da
parte di
tubazioni o di
recipienti, o per ingestione volontaria. In questa situazione di dosaggio
eccessivo si
determinano
accumuli del minerale nel fegato che portano a necrosi epatocellulare,
insufficienza e cirrosi
epatica. Il
rame può essere ingerito sotto forma di solfato di rame e da 10 mg/giorno
d'ingestione inizia a
essere tossico,
perciò questa quantità è considerata come la soglia di tossicità.
MANGANESE
MANGANESE
MANGANESE
E'
indispensabile per il funzionamento di alcuni enzimi
AZIONE
FISIOLOGICA
Nell'uomo il
contenuto di manganese varia da 12 a 20 mg. Gli organi più ricchi sono:
ossa, fegato, rene,
pancreas. E' un
oligoelemento che attiva numerosi enzimi tra cui quelli necessari per una
buona
utilizzazione
di alcune vitamine; è necessario per il normale sviluppo osseo e favorisce
l'efficienza
muscolare.
Eliminato tramite la bile, si trova in tracce nelle urine. L'ingestione di
elevate quantità di calcio,
fosforo, ferro
e cobalto inibiscono l'assorbimento del manganese
FONTI
ALIMENTARI
Cereali
integrali, frutta secca, tè, vino, barbabietole, patate.
FABBISOGNO
La dose
giornaliera consigliabile non è ancora stata definita ufficialmente; è
accettata una variabile
compresa tra 1
e 10 mg al giorno.
CARENZE
Mancano dati
significativi a tale proposito nell'uomo; la tossicità può derivare
unicamente dalla inalazione
cronica di
manganese derivante da impianti industriali ed in questo caso si possono
avere manifestazioni
simil-parkinsoniane ed allucinazioni.
IODIO
IODIO
IODIO
E' il
componente degli ormoni tiroidei.
AZIONE
FISIOLOGICA
La maggior
parte dello iodio presente nell'organismo fa parte degli ormoni tiroidei T3
e T4, perciò la sua
principale
funzione è quella legata all'attività di questi ormoni nel processo di
crescita e nella morfogenesi
di vari
apparati e organi. Lo iodio contenuto nell'organismo è legato alla
tireoglobulina. Lo iodio della dieta
è assorbito
nell'intestino tenue e trasportato nel plasma verso quei tessuti che lo
concentrano, primo fra
tutti la
tiroide. L'eliminazione è soprattutto urinaria.
FONTI
ALIMENTARI
Fonte naturale
maggiormente ricca di iodio è il pesce. La sua presenza negli ortaggi e
nella frutta dipende
dalla loro
coltivazione in terreni più o meno ricchi di iodio. Si trova nel latte e
nelle uova, mentre nella carne
il suo
contenuto varia molto. Nonostante ciò nella nostra dieta la quantità di
iodio introdotta con il latte, la
carne e con i
vegetali è spesso superiore di quella introdotta con il pesce. La massima
parte del territorio è
caratterizzata
da un carente apporto di iodio. Questo potrebbe facilmente essere evitato
dall'uso regolare
di sale
iodurato/iodato sia nell'alimentazione quotidiana sia nell'industria. Alcuni
alimenti come il cavolo, la
rapa, la
manioca, la cipolla e la noci contengono sostanze gozzigene, che inibiscono
cioè la captazione
dello iodio.
FABBISOGNO
Il livello di
assunzione raccomandato per entrambe i sessi è di 150 µg/giorno, mentre
durante
l'allattamento
si deve aumentare la dose di 50 µg/giorno , in gravidanza l'aumento è di 25
µg/giorno.
CARENZE
La patologia
determinata da carenza è il gozzo, dovuto a un aumento dell'ormone
dell'ipofisi, il TSH, che
stimola
maggiormente la tiroide, determinandone il conseguente ingrandimento, per
aumentare la
captazione e la
fissazione dello iodio circolante nel plasma. Alcuni difetti genetici, una
malnutrizione
proteico-energetica e l'ingestione di sostanze gozzigene possono determinare
la formazione del gozzo. La
carenza di
iodio durante la gravidanza può causare aborti, incrementare la mortalità
peri-neonatale,
determinare
anomalie congenite, alterazioni neurologiche e deficit mentale. Un apporto
eccessivo di iodio
causa il gozzo
tossico nodulare e l'ipertiroidismo. L'ipertiroidismo, più frequente nel
sesso femminile, è
caratterizzato
da un aumento degli ormoni tiroidei circolanti dovuti ad iperplasia della
tiroide. Il gozzo
tossico
nodulare si rileva soprattutto in persone che precedentemente si trovavano
in una situazione di
carenza di
iodio, quindi con bassi livelli serici di ormoni tiroidei e con aumento del
TSH ipofisario. L'azione
prolungata nel
tempo del TSH determina la comparsa dei noduli multipli che possono portare
a
ipertiroidismo.
CROMO
CROMO
CROMO
Costituente di
alcuni enzimi, viene coinvolto nel metabolismo del glucosio e in generale
nel
metabolismo
energetico.
AZIONE
FISIOLOGICA
Il ruolo del
cromo non è ancora ben definito; sembra che potenzi l'azione dell'insulina
influenzando il
metabolismo dei
carboidrati, dei lipidi e delle proteine. Il cromo, dopo l'assorbimento,
viene trasportato
dalla
transferrina e dall'albumina ed è eliminato per via renale e in minima parte
attraverso i capelli, con il
sudore e con la
bile
FONTI
ALIMENTARI
Fonti naturali
di cromo sono le nocciole, il tuorlo d'uovo, il pollo, i formaggi, le
verdure, i cereali e i loro
derivati.
FABBISOGNO
E' difficile
fare una stima del fabbisogno di cromo. L'apporto di cromo nelle diete
alimentari dei paesi
occidentali
varia da 25 µg/giorno a 200 µg/giorno.
CARENZE
Un deficit di
cromo, determinato in caso di nutrizione parenterale totale, porterebbe come
conseguenza
una grave
intolleranza al glucosio resistente all'insulina . Nei bambini malnutriti e
in alcuni diabetici la
carenza del
minerale avrebbe determinato una ridotta tolleranza ai carboidrati
cromosensibili. Uno scarso
apporto è
associato a ipercolesterolemia e ad aterosclerosi. In caso di esposizione
industriale a polveri
contenenti
cromo si hanno dermatiti allergiche, ulcere cutanee e carcinoma broncogeno.
SELENIO
SELENIO
SELENIO
Svolge la sua
funzione in associazione con la vitamina E, proteggendo le cellule dai danni
dell'ossidazione ed ostacolando la formazione dei radicali liberi.
AZIONE
FISIOLOGICA
Il selenio,
insieme ad altri enzimi, svolge una funzione antiossidante a livello delle
membrane e delle
cellule. La
richiesta di selenio da parte di tiroide, cervello, ipofisi e ghiandole
sessuali viene soddisfatta
dalla
mobilizzazione e cessione del minerale da parte del fegato e del muscolo,
sottoforma di
seleniocisteina. Il selenio viene eliminato per il 60% con le urine, per il
35% con le feci e in minima parte
con il sudore e
la saliva. Viene assorbito nell'intestino tenue.
FONTI
ALIMENTARI
Le maggiori
fonti alimentari in Italia sono i derivati del frumento, soprattutto la
pasta che viene prodotta con
il grano duro
seguita dal pane, normalmente preparato con il grano tenero. Molto ricchi di
selenio sono le
frattaglie, i
pesci, le carni, i cereali, i prodotti lattiero caseari, la frutta e le
verdure in relazione al terreno in
cui vengono
coltivate.
FABBISOGNO
Il livello di
assunzione per l'adulto è di 55 µg/giorno, il fabbisogno per il bambino in
crescita è minimo ed è
di 0,2
µg/giorno. Nel periodo dell'allattamento si raccomanda un aumento
dell'apporto di 15 µg/giorno.
CARENZE
Una grave
carenza alimentare di selenio determina il Morbo di Keshan che è
caratterizzato da una grave
cardiomiopatia.
In caso di leggero deficit i sintomi sono: difficoltà nella deambulazione
dovuta a una
miopatia dei
muscoli scheletrici, albinismo causato da un'alterazione della pigmentazione
dei capelli e
della cute,
aumentata fragilità delle unghie, aumento della creatinachinasi e
macrocitosi. Dosi eccessive di
selenio
determinano un'intossicazione che si manifesta con nausea, vomito, dolori
addominali, diarrea,
alopecia,
alterazioni delle unghie, dermatiti bollose, anomalie neurologiche e un
caratteristico odore di
aglio nel
sudore e nell'aria espirata, dovuto all'escrezione di un composto volatile
dimetilato del selenio.
MOLIBDENO
MOLIBDENO
MOLIBDENO
E' un cofattore
di enzimi coinvolti in reazioni di ossidoriduzione.
AZIONE
FISIOLOGICA
Il molibdeno
nell'organismo si trova soprattutto nelle cellule epatiche. Favorisce il
metabolismo dei
carboidrati e
dei grassi e con alcuni enzimi interviene in reazioni di ossidoriduzione. E'
assorbito
dall'intestino
e viene eliminato con le urine sotto forma di molibdato.
FONTI
ALIMENTARI
Principali
fonti alimentari sono il latte e i suoi derivati, i legumi, i cereali, gli
ortaggi dalle foglie verde scuro,
il fegato e il
rene.
FABBISOGNO
Si ritiene che
l'apporto dato dalla normale dieta sia di 50-100 µg/giorno e, non conoscendo
il fabbisogno di
molibdeno,
viene considerato adeguato.
CARENZE
Si conoscono
solo due casi di carenza di molibdeno: una rara anomalia metabolica
congenita e un caso di
Morbo di Crohn
in cui il paziente fu sottoposto a nutrizione parenterale senza aggiunta del
minerale e in
entrambe si
sono verificati gravi danni cerebrali. Il molibdeno è un antagonista del
rame per cui alcuni
sintomi di
tossicità, quali l'anemia e una riduzione della crescita,sono simili a
quelli presenti quando si ha
un deficit di
rame. In particolari situazioni quali esposizioni ambientali, alimentari ed
occupazionali si sono
verificate
sindromi gottose con elevate concentrazioni ematiche di molibdeno e acidi
urici. Ingestione di
dosi meno
importanti determinano una perdita di rame con le urine.
ACQUA
ACQUA
Il 60% del peso
corporeo è rappresentato dall'acqua. Questa percentuale è superiore nell'infanzia e
diminuisce con
l'avanzare dell'età e con l'aumento dei depositi adiposi. L'acqua è il
solvente fondamentale
per tutti i
prodotti della digestione, regola il volume cellulare, la temperatura
corporea, è essenziale per
eliminare
dall'organismo tutte le scorie metaboliche e permette il trasporto dei
nutrienti.
Fonti
alimentari
All'acqua che
introduciamo con alimenti e bevande occorre aggiungere circa 350 ml prodotti
ogni giorno
dalla
respirazione cellulare.
Fabbisogno
Non è possibile
stabilire per l'acqua un fabbisogno giornaliero in quanto la necessità varia
con clima, età,
dieta e
attività. Un apporto giornaliero di acqua compreso fra 1 ml/Kcal e 1,5
ml/Kcal di energia spesa
nell'adulto
permette di bilanciare le perdite e di rendere il carico dei soluti
tollerabile per i reni.
Soprattutto nel
bambino occorre controllare che si abbia un apporto di 1,5 ml/kcal di
energia spesa, essendo
maggiore la
quantità d'acqua per unità di peso e minore la capacità renale. Anche
gravidanza ed
allattamento
comportano un maggiore fabbisogno di acqua.
Carenza
Perdite di
acqua si hanno fisiologicamente con respirazione, sudorazione, minzione;
patologicamente con
vomito e
diarrea. La disidratazione può determinare scompensi che vanno dai crampi
alle allucinazioni e alla
perdita di
coscienza. Riduzioni idriche per il 20% del peso corporeo sono incompatibili
con la vita; al
contrario, un
eccesso di contenuto idrico corporeo può dare sintomi neurologici.
Come è
distribuita l'acqua nell'organismo
L'acqua totale corporea è situata principalmente all'interno delle cellule e
forma il liquido
intracellulare; la parte che costituisce il liquido extracellulare comprende
il fluido interstiziale, il
plasma, la linfa e il liquido transcellulare. L'invecchiamento determina una
diminuzione dell'acqua
totale corporea, mentre in alcune patologie (cirrosi epatica, scompenso
cardiaco, sindrome
nefrosica) l'acqua totale corporea e si modifica il rapporto fra liquido
intra ed extracellulare.
L'equilibrio fra il volume dell'acqua in entrata e quello in uscita è
regolato dal centro della sete
dell'ipotalamo tramite l'ormone antidiuretico che agisce sull'assorbimento
renale
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