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La
misurazione della pressione arteriosa avviene con un esame banale, molto
facile da eseguire
ed assolutamente indolore. Comunemente si usa un apparecchio chiamato
sfigmomanometro;
ne esistono tipi diversi e sempre più vengono utilizzati quelli elettronici.
È bene misurare
la pressione dopo essersi distesi o seduti, per qualche minuto, con il
braccio all’altezza
del cuore.
Quando fare il controllo
La pressione arteriosa varia notevolmente nel corso della giornata. Si
tratta di fluttuazioni normali:
in generale, è più bassa alla sera tardi ed al mattino presto, mentre tende
a crescere a
partire dal risveglio. Eventuali differenze potranno manifestarsi, ad
esempio, nelle persone attive
anche di notte, per lavoro o per svago.
Anche altri fattori possono influenzare i valori della pressione: l’attività
fisica induce un aumento,
il riposo una diminuzione. La postura corporea può condizionare la
pressione, per cui i valori
cambieranno se il soggetto resta in piedi anziché seduto. Tutti sanno,
inoltre, che lo stress,
le forti emozioni, il dolore, il fumo ed il consumo di alcuni alimenti (il
caffè, innanzitutto) possono
contribuire ad alterare i valori pressori.
Infine, è opportuno ricordarsi di urinare prima della misurazione poiché è
meglio non avere la
vescica piena.
Per tutte queste ragioni, in caso si sospetti un’ipertensione, è
consigliabile effettuare diverse
misurazioni in differenti momenti della giornata: al mattino, prima della
colazione, prima di
pranzo oppure a metà pomeriggio.
Con
quale frequenza
La frequenza dei controlli va stabilita dal medico caso per caso. Se i
valori pressori si aggirano
intorno ai 140/90 mmHg, sono opportune visite più frequenti, soprattutto se
il paziente soffre
di altre malattie.
Se invece i valori sono rientrati nella norma grazie a un’adeguata terapia e
modificazioni dello
stile di vita, non è necessario un controllo frequente.
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