Mbt Srl Firenze

Si stanno inoltre diffondendo protezioni supplementari rappresentate da ”mattonelle autodetonanti” che, colpite da cariche cave, ne deviano il dardo incandescente, e che ricoprono praticamente le parti più esposte e vulnerabili. Esse dovrebbero mettere il carro al riparo dalle armi portatili controcarro della fanteria (lanciarazzi, missili guidati e cannoni senza rinculo) e dai tiri d’artiglieria con bombette e proietti a guida terminale, nonché dall’azione di aerei ed elicotteri cacciacarri. ormai generalizzata l’adozione delle grembialature laterali..

Ciò che invece non poteva fare assolutamente era far fuoco in movimento, per lo meno aspettandosi di colpire qualcosa. L’intera meccanica e logica di funzionamento richiedevano che il carro fosse perfettamente immobile prima di prendere la mira. Il che ci porta, in definita, all’impiego specifico per cui era stato concepito il carro armato dell’ipotesi S: un mezzo per bersagliare la colonna nemica da una posizione di sicurezza, quindi arretrare rapidamente e ripetere l’assalto in condizioni di pari favore.

E’ stato lui nel 2005 a portare in Italia la suola a dondolo, che oggi si trova in più di 600 punti vendita, e venerdì 8 aprile sbarcherà nell’ottavo monomarca Mbt, che si inaugurerà a Bologna (in attesa del flagship store numero 9, prossimamente a Torino). Sei anni fa, parliamo di un’altra era. Togliere il tacco sembrava una follia.

Basso, coperto da un telo mimetico, praticamente invisibile da una distanza superiore ai 200 metri. Dentro la casamatta corazzata, tre addetti ben addestrati, di cui due rivolti in avanti e l’altro in direzione totalmente opposta, ciascuno dotato dei più moderni visori termici e altri strumenti di rilevamento. Artigliere, servente/addetto radio, capitano: niente di così diverso dall’equipaggio di un comune bunker anti carro, edificato sui confini di un paese che, per sua sfortuna, confinava con i suoi avversari storici più temuti.

Inizialmente, con la Wehrmacht all l era di utilizzare gli SPzAbt per ottenere uno sfondamento locale, aprendo un varco nel quale si sarebbero inserite le grandi unità corazzate e meccanizzate (lasciando ovviamente indietro gli sPzAbt, per i motivi già detti). Questo non fu però mai realmente messo in pratica e nemmeno tentato, visto che già nelle fasi iniziali di Kursk (il primo impiego di un numero sostanzioso di Tiger) gli SPzAbt vennero spezzettati e utilizzati addiruttura a livello di compagnia. E già nelle fasi finali di “Zitadelle”, si era sulla difensiva.

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