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In occasione della “Festa della donna” in scena al Teatro Oscar di Milano una pièce eccentrica sull’arte della prostituzione: dal 4 all’8 marzo 2015 lo spettacolo ‘Donne, donnine, donnacce’ di Gianni Gori ricorda i volti noti delle “signore” che hanno praticato, per scelta o per vocazione, il mestiere più antico del mondo e la loro capacità di stregare l’universo maschile. Gianna Coletti, Giovanna Rossi e Vicky Schaetzinger rivisitano, con allegria e un pizzico di malinconia, un’insolita “viaccia” dove tornano a passare, spesso accompagnate dai loro scalcinati protettori, donnine allegre, disperate mantenute, protagoniste dei marciapiedi, da Berlino a Buenos Aires, dai bastioni di Milano ai carruggi di Genova. Una carrellata, in parole e musica, sulle sorti delle “donne perdute”: dalla “Dama delle camelie” a “Irma la dolce”, dalle “passeggiatrici” dell’800 fino alle protagoniste delle canzoni della mala.

Il negozio di Vhernier sar reinterpretato da Romeo Sozzi, designer di Promemoria e, nell verr presentata la nuova collezione Goccia. Matteo Cibic sar invece a disposizione di Anteprima. Braccialini mette in vetrina due promesse del design, Pietro Calicchio (lampada Decibel) e William Raffredi (robot in metacrilato).

Come dolce un ottimo panettone alla birra ed un gradevole spumante per brindare all’anno nuovo, mentre per tutta la cena siamo stati innaffiati da bicchieri e bicchieri di birra del birrificio Marduk, ottima, di cui purtroppo non ricordo il nome. Detto che il mangiare era ottimo e abbondante (ma non è una sorpresa per i mozzi), io mi vorrei soffermare su dettagli che anche quella sera hanno fatto la differenza: in sala c’era una ragazza vegetariana ed aveva un menù dedicato, e quando ci hanno detto in cosa consisteva beh, vi garantisco che non era affatto banale. Queste attenzioni, queste piccole cure per la clientela son cose che non ritroverete dappertutto, e sono aspetti da tenere in conto quando si sceglie un posto dove mangiare.

sociale e identità collettiva. 6. Storia e . Questa versione comprende tutti i diciotto carri del secondo lotto richiesto dagli Emirati Arabi Uniti. Rispetto alla versione base, il sistema di mira disponeva di un mirino telescopico OG14 L2A da 8 ingrandimenti, di uno stabilizzatore per il cannone da 105mm e di sensori per la velocità del vento, la temperatura del propellente delle granate e la temperatura ambientale. Il periscopio del comandante, regolabile per la visione diurna o notturna, era auto stabilizzante e veniva asservito alla buoca da fuoco durante le operazioni di sparo; anche il cannoniere ebbe una più ricca dotazione, poiché ebbe un apparato di osservazione da 7 e 14 ingrandimenti che incorporava un mirino telescopico da 8 ingrandimenti e un telemetro laser, coassiali al pezzo.

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