Mbt Men&S Chakula Gtx

Il T 14 è armato con un cannone ad anima liscia 2A82 1M da 125 millimetri (evoluzione del 2A46M del T 90) che può sparare munizioni ad alta potenza tra cui proiettili perforanti, missili guidati ed ogni tipo di munizione pesante russa progettata per gli MBT. Secondo le stime russe, il cannone 2A82, ritenuto in grado di colpire un bersaglio ad 8 km, conferisce una maggiore energia cinetica rispetto al Rheinmetall dal 120mm del Leopard 2. Automatizzato anche il caricamento dei 32 colpi trasportati internamente.

Poco dopo si raggiunge una pizzeria nei pressi della quale si gira a destra e subito dopo a sinistra. Non si scende a Sfruz ma si prosegue verso una segheria davanti alla quale si gira a destra per tornare nei pressi di un campo di pattinaggio. Appena lo si supera si incontrano due bivi: al primo dritti, al secondo a sinistra.

La moda sta diffondendosi. Eppure camminare non un fatto naturale, ci ricorda il grande antropologo francese Marcel Mauss, bens una tecnica del corpo che varia da cultura a cultura. Ogni societ ha abitudini proprie, elaborate nel corso dei secoli, e comunicate attraverso le consuetudini e l Mentre era ricoverato in ospedale a New York, poco dopo la prima guerra mondiale, Mauss s che le infermiere camminavano in un modo diverso dalle donne francesi.

Modelli e ispiratori involontari i Masai, bellissima razza guerriera dell’Africa orientale, che usa camminare scalza su tutti i tipi di terreno. Come fanno questi uomini ad avere corpi che sembrano scolpiti nel marmo? si sono chiesti alla Mbt. Semplice, il merito è del terreno su cui camminano, è stata la geniale intuizione dei suoi tecnici e ingegneri.

Si segnale come, in questa età, le prestazioni cognitive e le dinamiche emozionali siano intrecciate, al punto tale che i gradi di competenza nella percezione e nell’elaborazione delle informazioni risentono, oltre che della corretta elaborazione delle informazioni, dell’investimento motivazionale, delle aspettative, delle esperienze di successo e di insuccesso, della individuazione di senso e di significato condiviso delle proprie azioni. Tali fattori rendono i processi attentivi meno lineari e meno ‘sequenziali’ di come vengono proposti e il lavoro dell’allenatore più centrato sulle strategie cognitive del bambino. In tale prospettiva (nella seconda parte) si affronta il rapporto fra attenzione ed errore, esemplificando attraverso l’analisi di errori ricorrenti nella pallacanestro, il legame con il processo di selezione ed elaborazione delle informazioni e prospettando delle ipotesi di intervento..

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