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Per ricordare Antonia Pozzi nel giorno della festa della donna, nel luogo nel quale lei si tolse la vita appuntamento a Chiaravalle Milanese, alle 16 di domenica 8 marzo. L’incontro sarà con Guido Oldani, Giuseppe Langella, Marco Luca Pellegrini, Laura Garavaglia e molti altri poeti del realismo terminale. Il contributo musicale è de I Poeticanti.

Le abitudini ci consentono di regolare il nostro comportamento senza essere consapevoli di seguire delle regole e senza sapere quali regole stiamo seguendo, e assumiamo tacitamente che anche gli altri facciano lo stesso. Lo stesso Max Weber, nel definire l’agire tradizionale nel primo capitolo di Economia e società, parla di un agire determinato “da un’abitudine alla quale ci si è assuefatti” (“durch eingelebte Gewohnheit”), anche se poi in un passo successivo della parte dedicata alla sociologia del diritto parla del passaggio tra costume (Sitte) e convenzione (Konvention) come di un processo di “formazione di tradizione” (Traditionsbildung) che presuppone l’assunzione consapevole di una norma dell’agire. Il passaggio, sempre secondo Weber, risulta comunque in ogni caso fluido (berall flssig).

Seguita da un Pix completamente trasformato, Lulu Meraviglia Bianca è pronta per i Duelli nelle Nevi. Rabbrividite al glaciale suono della nuova Lancia luccicante e temete la trasmutazione di un innocuo animaletto delle nevi. Dopo aver ghiacciato i suoi nemici, quando il tramonto cala sui Duelli nelle Nevi, la nostra eroina scompare dall’orizzonte con un simpatico poro pennuto..

In torretta trovavano posto il comandante (destra anteriore), il cannoniere (destra posteriore) e il caricatore (sinistra), che accedevano al mezzo dal portello del capocarro aprentesi verso il retro; il seggiolino di questi era elevabile tramite un sistema idraulico e si poteva abbassare rapidamente premendo un pedale. Al posto della cupola, sul tetto erano stati fissati 8 periscopi, dei quali uno qualsiasi poteva essere rimpiazzato da un visore notturno Alenia; a disposizione esclusiva del comandante si trovava inoltre un visore stabilizzato diurno/notturno, prodotto dalle Officine Galileo in collaborazione con la ditta SFIM francese: dotato anche di un risolutore d per la notte, permetteva al capocarro di localizzare un bersaglio e passare i dati di rilevamento al cannoniere o, volendo, ingaggiarlo di persona. Il primo constava di una serie di bombole, ripiene di un agente chimico, poste nella camera di combattimento; mediante sottili condotte, esse erano collegate a diversi ugelli vaporizzatori distribuiti nel vano motore: in caso d il sistema s alla temperatura di 180C.

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