Mbt Maliza Brown

Memoria a breve termine (MBT) e memoria a lungo termine (MLT)L’abbandono di una concezione monolitica, a favore di una prospettiva teorica multicomponenziale, risale agli anni Sessanta, quando l’approccio dello Human Information Processing favorì il proliferare di dati a favore della distinzione tra un sistema di memoria a breve termine (MBT) e uno a lungo termine (MLT).Questi due sistemi di memoria differiscono in particolare per la modalità di processamento dell’informazione: la MBT privilegia le caratteristiche fisiche dello stimolo, l’organizzazione sensoriale, mentre la MLT ne privilegia il significato, l’organizzazione semantica, per la capacità di immagazzinamento (pochi elementi ritenuti nella MBT, numerosi invece nella MLT), per la durata della traccia mnesica (pochi secondi per la MBT, tutta una vita per la MLT).La memoria a lungo termine, infatti, assicura il ricordo di quantità maggiori d’informazione per periodi di tempo molto lunghi, senza limiti ben definiti. Questo è spiegabile se consideriamo che la formazione delle memorie a lungo termine richiede cambiamenti stabili nell’efficacia della trasmissione sinaptica e, molto probabilmente, anche nel numero di sinapsi che si stabiliscono fra neuroni di vari centri del cervello. La formazione di memorie a lungo termine richiede inoltre la sintesi di nuove proteine a livello dei neuroni implicati negli specifici processi mnestici.

Un’espansione stand alone si fa apprezzare sempre. Specie se si rientra nella cerchia di giocatori non hardcore, di quelli che finito un gioco, e tenendo ben presente la svalutazione e il costo della vita odierni, si affretta a rivenderlo, per comprarsi altra prima La prima espansione ufficiale di ArmA regala anche a chi non ama affollare lo scaffale di vecchie glorie la possibilità di godersi ancora qualche avventura con i soldati virtuali targati Bohemia Interactive. I miglioramenti grafici, la nuova ambientazione, l’eliminazione di parecchi bug e il l’editor rinnovato, anzi, trasformano Operation Arrowhead in qualcosa di più di un semplice al punto che qualcuno, meno umile dei nostri amici cechi di BI, non avrebbe di sicuro resistito alla tentazione di chiamare il titolo ArmA III!.

Ero presuntuoso, non mi rendevo conto di chi avevo di fronte. Qualche anno più tardi sono andato via da Parma perché volevo giocare, perché non mi andava la panchina: sembravo non far caso al fatto che fossi in Serie A, in un club in grande crescita. Anzi, non ci feci proprio caso.

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