laghi di Pilato
Il lago è nelle Marche, ma a pochi metri dal
confine umbro. È racchiuso in una stretta valle glaciale a nord della
cima principale del massiccio.
Il Lago di Pilato è l'unico lago naturale della Marche e
uno dei pochissimi laghi glaciali di tipo alpino presenti
sull'Appennino. Il lago Lago di Pilato si è formato a causa dello sbarramento creato
dai resti di una morena creatasi in epoca glaciale. L'ultimo
modellamento della valle glaciale è del Pleistocene superiore (da
125.000 a 10.000 anni fa.) Particolare e suggestiva la sua ubicazione
tra pareti impervie e verticali immediatamente sotto la cima del Monte
Vettore. Conosciuto e spesso definito "il lago con gli occhiali", per la
forma dei suoi invasi complementari e comunicanti nei periodi di
maggiore presenza di acqua. Le dimensioni del Lago di Pilato e la portata d'acqua
dipendono principalmente dalla distribuzione delle precipitazioni,
infatti, il lago è alimentato oltre che dalle piogge, soprattutto dallo
scioglimento delle nevi, che ricoprono per buona parte dell'anno la
superficie dello specchio d'acqua, fino all'inizio dell'estate. Alcuni
nevai resistono nell'area fino ad Agosto, nonostante la "modesta"
altitudine. Non ha immissari visibili, il fondo del lago presenta
inghiottitoi che possono essere relazionati con le sorgenti del fiume Aso attraverso canali carsici sotterranei. Il perimetro del lago è di
circa 900 metri per una larghezza di 130 metri, la misurazione della
profondità di circa 8 – 9 metri degli invasi, fu rilevata, nell’anno
1990, quando restò completamente asciutto per la siccità.
Il Lago di Pilato ospita un particolare endemismo, il Chirocefalo del Marchesoni,
piccolo crostaceo di colore rosso che misura 9-12 millimetri e nuota col
ventre rivolto verso l'alto. Presente anche un insetto molto piccolo
detto "ditiscide", coleottero acquatico nero di origine boreo-alpina.
Tradizioni Popolari
Nella tradizione popolare il Lago di Pilato è stato ed è considerato un luogo
magico e misterioso. Prende infatti il suo nome da una leggenda secondo
la quale nelle sue acque sarebbe finito il corpo di Ponzio Pilato
condannato a morte da Tiberio. La pena non fu solo questa, ma anche la
mancata sepoltura del suo cadavere. Il corpo, chiuso in un sacco, venne
affidato ad un carro di bufali lasciati liberi di peregrinare senza meta
e sarebbe precipitato nel lago dall'affilata cresta della Cima del
Redentore. Anche per questo il lago, a partire dal XIII secolo è stato
considerato luogo di streghe e negromanti, tanto da costringere le
autoritá religiose del tempo a proibirne l'accesso e a far porre una
forca, all'inizio della valle, come monito. Intorno al suo bacino furono
alzati muri a secco al fine di evitare il raggiungimento delle sue
acque.
Nel Museo della Grotta della Sibilla, presso Montemonaco, è custodita
una pietra scura, detta "La Gran Pietra", che reca incise lettere
misteriose e rinvenuta nei pressi del lago. Secondo la leggenda questo
sarebbe il lago Averno da cui si entra nel mondo degli Inferi.
Come si raggiunge
Situato sulla catena dei Monti Sibillini, per arrivare al Lago di Pilato si può partire da Foce, una piccola
frazione di Montemonaco. Da qui occorre camminare per oltre due ore su
una strada sterrata in direzione sud, traversando il Piano della Gardosa,
fino al suo termine (questo tratto è eventualmente percorribile con
qualche cautela anche in auto, risparmiando circa mezz'ora; è
sufficiente informarsi presso la Casa del Parco sita alla fine del
paese.
Al termine della
stradina si prosegue lungo un ripido sentiero sulla sinistra, che con
ripidi tornanti (le cosiddette "Svolte") supera un canalone, fino a
raggiungere i dolci pendii della Valle del Lago di Pilato, a circa 1.500
metri di quota.
A questo punto procedendo in direzione sud, sempre in prossimità del
fondo della valle, si apre un ambiente via via più grandioso, fino a
raggiungere la conca del Lago di Pilato, a 1.940 metri di quota (circa 3
ore di cammino ore da Foce, 2,30 partendo dal termine della strada
sterrata). Il ritorno si svolge lungo il medesimo percorso della salita.
In alternativa si può partire sia dal versante Marchigiano, e
precisamente da Forca di Presta da cui si segue il percorso per arrivare
alla cima del monte Vettore, arrivati al rifugio Tito Zilioli si inizia
a scendere a sinistra verso la valle del lago, sia dal versante Umbro, e
precisamente dalla Capanna Ghezzi, passando per Forca Viola (dei tre è
il sentiero più agevole).
 

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