costo del denaro
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associazione consumatore |
| Personalmente la definisco "la guerra dei
poveri" ...., il che significa che c'è un povero che se la prende con
un altro povero perchè lui è più povero...!!!
In questa guerra però c'è sempre un'altro povero che cerca di sfruttare
la situazione di quei precedenti due poveri per essere meno povero...!!!
Il tutto si riconduce a ciò che definisco la guerra dei poveri....
Forse non è chiaro ma presto capirete di cosa sto parlando...
Sono settimane che sento le associazioni dei consumatori che lamentano un
aumento dei prezzi dei prodotti al consumo troppo elevato e per questo se la
prendono con i commercianti e proclamano scioperi dei consumi, azioni
legali, ecc...
I media dal loro canto fanno da amplificatore e stimolano i consumatori a
scendere in piazza contro i commercianti
Mi domando e in merito attraverso
il ns. Forum chiedo la vostra opinione..., è giusta questa
guerra mediatica fra consumatori e commercianti? E' possibile sensibilizzare
l'opinione pubblica verso una direzione diversa ?
Personalmente ritengo che molti di quelli che affrontano questo argomento
(forse per interesse di categoria forse per superficialità) lo facciano in
maniera incompleta e senza mettersi nei panni della controparte ....
Per un discorso serio è necessario valutare tante cose:
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istat |
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Il primo problema, ormai decennale è che non si sa per quale motivo, gli
indici Istat denuncino un aumento del costo della vita molto
differente dalla reale percezione della popolazione Italiana.
Personalmente ritengo che non sia solo una percezione perchè è innegabile
che i consumi vanno sempre più riducendosi, sempre più famiglie hanno
difficoltà ad arrivare a fine mese, molte attività chiudono, aumentano
il numero di crediti inesigibili, ecc...
Tutto questo mi porta seriamente a pensare che il paniere ISTAT è
del tutto sbagliato ....
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inflazione |
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Le associazioni dei consumatori, spesso ricorrendo a fonti
ISTAT (quindi partendo da un presupposto discutibile), asseriscono
che negli ultimi cinque anni i commercianti hanno raddoppiato il prezzo dei
prodotti e questo secondo loro non può essere tollerato in quanto il costo
del prodotto alla produzione non è aumentato così tanto ....
A prescindere che non è sempre vero ma ragioniamo come se lo fosse e
verifichiamo se l'attacco ai commercianti è giusto ....
Il commerciante, oltre ad acquistare il prodotto che rivende, per mandare
avanti l'attività deve sostenere dei costi ....;
direi che anzichè verificare il margine di guadagno che il commerciante
ha sul prodotto, è di vitale importanza ragionare sulla differenza di costi
di gestione che questi deve sostenere rispetto a cinque anni fa; a questo
scopo prenderei in considerazione le seguenti voci:
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Acqua
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Luce
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Gas
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Autostrada
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Carburanti
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Manodopera
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Tassa rifiuti
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Addizionali regionali
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Addizionali comunali
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Affitti locali
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Costi Amministrativi (recupero crediti, norme comunitarie diverse, commercialista e consulenti vari...)
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Costo del
denaro (interessi
bancari, castelletti, fidi, mutui)
Lasciamo stare Acqua, luce, Gas e
Autostrada che negli ultimi 5 anni hanno avuto aumenti difficilmente
quantificabili e prendiamo casi più semplici come i Carburanti, la tassa sui
rifiuti, gli affitti dei locali....
Il gasolio nel 2002 costava all'incirca 0,908 € mentre oggi costa circa
1,188 €; questo significa un aumento del 30,83% che incide sicuramente a sul
prezzo finale del prodotto che per arrivare al negozio percorre molta
strada... la tassa dei rifiuti (che varia da comune a comune, quindi
per esempio prendo a riferimento il comune di Monte San Vito dove abito) è
passata da circa 370 euro a circa 512€ pari a un 38,37 % di aumento, non
parliamo degli affitti dei locali commerciali che sono più che raddoppiati
.... A tutto ciò vanno aggiunti costi invisibili ma esistenti.... ad esempio
le norme comunitarie che regolano la garanzia sui prodotti che pesano tutte
sul rivenditore, crediti sempre più difficilmente esigibili, adempimenti
fiscali sempre più complicati, ecc...
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| costo della
vita |
| è vero il costo della vita del consumatore
è aumentato, forse in taluni casi è raddoppiato, ma come vedete è
notevolmente aumentato anche quello del commerciante e non ritengo per colpa
della sua avidità ma più per colpa di un sistema complessivo non idoneo a
garantire un vero libero mercato
orientato al massimo beneficio della società.
Quindi faccio un appello alle associazioni dei consumatori : oltre
a scatenare le ire dei consumatori verso i commercianti, perchè non Vi
battete contro aumenti indiscriminati di Tasse locali, carburanti, forniture
di servizi, ecc...
Forse gli enti, i petrolieri o le grandi aziende come enel, multiservizi,
prometeo, autostrade, ecc... non sono alla Vs. portata, sono battaglie che
non portano nessun nuovo associato o cos'altro ????
Arrigo Moretti 10/09/2007
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