TRA LE NEBBIE DEL TEMPO
L'impossibilità di potersi avvalere di documentazioni perdute impedisce
attendibili riferimenti circa la data di nascita di questa graziosa località,
tuttavia alcuni ritrovamenti nelle campagne ripesi ci permettono di ipotizzare
una probabile esistenza di Ripe già nel periodo romano. Fra le pietre rinvenute
durante alcuni scavi è stato rintracciato infatti un troncone di colonna di
pietra di granito rosa ed un blocco squadrato di pietra arenaria la cui presenza
potrebbe essere dovuta alla presenza di un antico tempio. Particolarmente
interessante è il ritrovamento di due tombe in terracotta del periodo
paleocristiano, trasferite non si sa dove, che testimoniano l'esistenza di una
necropoli lungo la valle del Nevola. purtroppo i moderni mezzi meccanici, usati
negli anni per la lavorazione dei terreni, hanno distrutto materiale certamente
prezioso per cui oggi rimangono soltanto minutissimi frammenti sparsi in vaste
aree. L'unico reperto, conservato in discrete condizioni presso la bacheca del
Museo Diocesano, è la lucerna ad olio in terracotta, nella quale appare impresso
il monogramma di Cristo, scritto in lingua greca, usato dai primi cristiani.
Un autentico cimelio, tuttora esistente, è
una "ventola" segnavento di ferro battuto, posta anticamente
all'apice della cupola rotondeggiante della vecchia torre
civica. Vi è rappresentata l'immagine del Santo Patrono di
Ripe (S. Pellegrino) accanto allo stemma municipale (tre
colline sormontate da una stella cometa) e la data del 1141.
Nei secoli successivi il paese fu sottomesso alla signoria
dei Malatesta, dei Piccolomini, dei Borgia, dei Della
Rovere. Durante questo periodo viene promulgato il primo
Statuto datato 1475, e tuttora esistente nell'archivio
municipale. Dopo il 1631 Ripe ritorna temporaneamente sotto
il dominio dello Stato Pontificio e il borgo si vede
guarnito di alte mura con una sola porta ed un borgo ben
grande in pianura abitato da varie famiglie anche civili".
Scoppiata la rivoluzione francese la municipalità di
Senigallia comunica alla comunità di Ripe la sua libertà
all'insegna delta protezione delta Repubblica Francese. Dal
1797 al 1815 anche Ripe subisce le alterne vicende
dell'invasione napoleonica e del Regno Italico. Nel 1808 il
territorio fu annesso al Regno Italico con decreto
napoleonico del 2 aprile 1808. A questa data e legato un
avvenimento ammantato di leggenda: un consistente numero di
soldati francesi furono inviati da Senigallia verso Ripe e
le milizie marciarono verso le campagne ripe si senza alcun
riguardo per la popolazione. Un fatto prodigioso però evitò
una strage peggiore: la leggenda narra che in prossimita
della chiesa del Crocifisso, il Patrono di Ripe, San
Pellegrino, fece comparire un, fantomatico esercito the riusci a far indietreggiare le truppe francesi. Un'altra
versione della leggenda attribuisce al santo patrono un
intervento miracoloso sotto forma di una fittissima nebbia
che, calata improvvisamente sulle truppe francesi, le fece
scappare precipitosamente. In effetti, in prossimita del
tabernacolo dedicato al santo, durante i lavori di aratura
vennero portate alla luce una tomba e una ciotola in
terracotta che potrebbero essere in relazione con la citata
irruzione dei soldati francesi. Dopo il 1815 tornò sotto il
dominio dello Stato Pontificio fino al 1860, anno in cui,
con favvento del Regno d'Italia, divenne parte della
Provincia di Ancona. Importante e il periodo in cui
prevaleva la gestione a "mezzadria" durante il quale sorsero
numerose le caratteristiche case coloniche marchigiane, di
solito a due piani, con ampia corte antistante
Oggi
Ripe conta circa 1.203
famiglie
per un totale di 3778
abitanti
di cui
1881
maschi e
1897
donne
inizio