Monte San vito, si chiamò anche Monte San Pietro, come risulta da un documento
dell'Imperatore Federico I il Barbarossa, il quale gli concedeva
autonomia e giurisdizione su altri quattro castelli.
Sul finire del secolo XII°, Monte San Vito ritorna sotto la
giurisdizione civile di Senigallia
Dal 1213 al 1377 fece parte del contado di Jesi passando poi per
volontà di Gregorio XI° al Contado di Ancona.
La cinta muraria risale ai sec. XIII-XIV, e nel 1535 si diede statuti
autonomi.
Il centro storico di
Monte San Vito è situato sulla punta del colle compreso fra i torrenti Triponzio e Guardengo. Il resto del territorio di
Monte San Vito comprende le frazioni di Santa Lucia, Borghetto e le Cozze.
Di notevole interesse storico risulta essere il Palazzo Malatesta, eretto dalla famiglia omonima agli inizi del XV secolo che nel 1430 Carlo Malatesta cedette al Comune.
A partire dal XVI secolo il Palazzo ha subito delle modifiche, conservando la sua originaria localizzazione planetaria.
Un'altro monumento storico è la Chiesa collegiata di S. Pietro Apostolo; fu edifica nel 1753, disegnata dall'architetto Cristoforo Moriconi.
E' in stile tardo barocco con tratti vanvitelliani e neo classici. Ha forma di una croce latina. Al suo interno vi è un grande organo a canne che risale al 1820 ritenuto da sempre un Vici da Montecarotto.
Il Teatro La Fortuna fu costruito verso il 1758 dal notaio Tarlati Vitali. Il locale è stato ricavato da
un vecchio mulino, ripulito dai frantoi. Con il ricavo dei primi spettacoli, si presume, furono fatte delle migliorie e furono costruiti i palchetti. Non ci sono notizie di questo teatro fino al secondo
decennio del 1900. Infatti, il 28 gennaio 1928, all'inaugurazione del restauro, fu rappresentato il Don Pasquale di Donizetti.
Poi ci furono numerose rappresentazioni che seguirono fino al 1966. Da allora il teatro fu dichiarato inagibile. Solo nel 2001 il Teatro condominale La Fortuna è stato riportato al suo
naturale splendore.
In Via Gramsci di Monte San Vito, da oltre 200 anni, si trova Mulino dell'olio.
E' il simbolo della civiltà e della cultura monsavitese e non sembra aver risentito dell'usura
dei secoli
La macina di pietra risale al 1688 che girata non faticosamente, grazie ad un meccanismo di leve, da un asinello, frantumava le olive che cadevano attraverso un'apertura, dal magazzino sovrastante.
Oggi Monte San Vito conta circa 2.050 famiglie per un totale di 5803 abitanti di cui 2950 maschi e 2853 donne
Monte San Vito è situato sul versante sinistro della bassa
valle dell'Esino. Il centro storico è localizzato sulla
punta di un piccolo sperone collinare compreso fra i
torrenti Triponzio e Guardengo a 135 m. sul livello del
mare.
PATRONO: San Vito
Martire (15 giugno)
Il Comune di Monte San Vito aderisce al Coordinamento
nazionale San Vito Italia con sede presso il Santuario di
San Vito Lo Capo.
Il comune è composto da tre frazioni, Borghetto, Le Cozze,
Santa Lucia e dista 25 KM da Ancona,
6 km daChiaravalle, 13 km da
Jesi e 20 da Senigallia