Piccolo paese di circa 900 abitanti situato
su un colle tra Serra San Quirico e Rosora, sorse in epoca
medioevale intorno ad un castello. Il primo documento che parla di Mergo è del
1172, un altro del 1199 ci assicura che all'epoca era già castello ed aveva la
sua chiesa maggiore, quella di San Lorenzo cui è dedicata anche la parrocchia
attuale.
Dipese sempre dal comune di Serra San Quirico, dove in occasione della festa di
San Quirico gli uomini di Mergo portarono il palio in segno di sottomissione dal
1360 al sec. XVIII.
Non ebbe mai autonomia amministrativa e religiosa, un breve statuto tuttavia del
sec. XVI dava precise disposizioni in settori dove gli statuti di Serra non
rentravano in merito. Per qualche decennio fece poi parte del contado di Jesi, a
cui fu a lungo soggetto, pur mantenendo un rapporto di subordinazione a Serra.
Nel sec. XV vi fu una notevole presenza di fraticelli, sette eretcali
perseguitate dalla Chiesa. Fu Comune autonomo per volontà di Leone XII nel 1827,
mentre la parrocchia di S. Lorenzo, fu istituita, distaccandola da quella di S.
Angelo del Pino di Serra, nel 1843.
Tuttavia ben poco è rimasto a testimonianza del passato (alcuni tratti
dell'antica cinta muraria e i ruderi del castello) e Mergo è tornato comune nel
dopoguerra.
Nella zona a valle in località Angeli di Mergo, un tempo Castelluccio, già
conosciuto per ritrovamenti archeologici, di recenti sono venuti alla luce nuovi
reperti che testimoniano una frequentazione umana residenziale in epoca romana.
Le notizie intorno a Mergo risalgono al 1233, allorché il Rettore della Marca
pronunziò una sentenza circa i confini tra i territori di Arcevia e di Serra in
cui si comprendeva Mergo entro il territorio di Serra. Mergo nel 1278 era
"Villa" non più contrada semplice e dal secolo decimoquarto cominciò ad avere
una importanza maggiore.
Nel 1425 trovasi la prima notizia che Mergo fosse Castello, cosicché in poco più
di due secoli le sue condizioni si avvantaggiarono sensibilmente. E' naturale
che gli uomini di Mergo avessero il merito principale in questi lodevoli
progressi, e che conformemente alle consuetudini castellane formassero
università e consigli al fine di deliberare le misure da prendere nella
amministrazione interna.
Nel palazzo comunale di Mergo si conserva un fascicolo in pergamena di 8 carte,
di piccolo formato, contenenti lo Statuto del Castello, compilato sembra, nella
metà del sec. XVI. Non si tratta di uno statuto comunale vero e proprio ma di
una collezione di brevi norme statutali per gli uomini del castello.
Quest'ultimo, che per stemma aveva un uccello (il mergo), dipese sempre dal
Comune di Serra San Quirico salvo un certo periodo di dipendenza da Jesi (1248)
e non ebbe mai né giudice, né podestà e nei secoli passati, mai ebbe la
qualifica di Comune indipendente.
Nel 1827, Papa Leone XII
tolse a Serra, anche se con popolazione assai ristretta, il
castello di Mergo e lo eresse a Comune con apposito decreto,
istituendo anche la parrocchia di San Lorenzo.
Questo iter evolutivo di Mergo appare oggi però superato,
infatti la prima menzione che riguarda "lo Merago" risale al
1172, mentre un documento del 1199 ci assicura che Mergo era
già Castello ed aveva anche la sua chiesa maggiore, quella
di San Lorenzo, al quale Santo è dedicata la parrocchia
attuale.
Sul principio di questo secolo esistevano ancora alcuni
bastioni e ruderi d'una torre o "cassaro". Attualmente
restano la cinta delle mura, una volta attorniata da fossato
e munita di ponte levatoio e qualche indizio delle basi dei
bastioni.
Il territorio di Mergo, sorge come d'incanto alla sinistra
della vallata dell'Esino, avendo per sfondo la grigia e
mossa catena degli Appennini. L'estensione è piccola ma il
paese è ricco di bellezze naturali, degna cornice del suo
territorio.
Attraverso i secoli il progresso tecnologico ha trasformato
anche Mergo, lasciandone però integre le bellezze naturali.
Mergo capoluogo è contenuto entro le sue medioevali mura di
cinta, a quasi 400 metri sul livello del mare, si affaccia
sul serpeggiante corso dell'Esino che, a fondo valle,
accoglie le più importanti vie di comunicazione (Linea FS
Ancona-Roma e Statale 76) e, pur trovandosi in collina, può
godere dei vantaggi della valle a cui è collegato da una
nuovissima strada.
Il paese è dotato di numerosi complessi sportivi: piste di
pattinaggio, campi da tennis e campi di bocce. Da oltre
dieci anni, la locale scuola elementare ha portato avanti
nuovi metodi di ricerca scolastica ricostruendo spaccati di
vita contadina d'epoca, dai quali sono poi nate traduzioni
teatrali e filmiche con apprezzate e premiate partecipazioni
a rassegne.