il santuario
di loreto, una
storia
per la tua pubblicità Loreto
A chi passa lungo l'auostrada, che collega Bologna al sud d'italia,
Loreto, con il profilo inconfondibile del suo Santuario e la
maestosità del Palazzo Apostolico, si impone subito col
fascino delle cose belle, che suscitano curiosità e voglia
di saperne di piu' su questa cittadina, posta su un colle a
127 metri di altezza, con circa 12.000 abitanti, a due passi
da un mare che è un incanto e in una regione dove ogni
contrada, anche la piu' piccola, conserva tesori d'arte e
memorie storiche come in pochissimi altri angoli del mondo.
>Non sono remote le orgini di questa città. In un elenco di
chiese soggette al vescovo di Recanati,redatto nel 1249, di
Loreto non si fa memoria, perchè, - e qualcuno dice che è un
unicum, - stiamo parlando di un centro abitato generato
dalla presenza diun santuario. Per questa ragione, la stroia
di Loreto di intreccia lungo i secoli con le vicende del suo
santuario.
Siamo quindi in grado di fissare una data precisa: 1924 e,
se si vuol seguire la tradizione, possiamo anche stabilirne
il giorno: la notte tra il 9 e il 10 dicembre, qunado su
quel colle, dove non esisteva abitazione alcuna e solo vi
passava una strada che collegava Recanati al suo porto,
successe qualcosa che è diventato leggenda.
Pellegrini a Loreto
fece voto di un pellegrinaggio. Tirarono a sorte "a fine di
inviare il un romeo a S. Maria di Loreto, la quale si trova
nella Marca di Ancona... La sorte cadde sopra un marinaio del Puerto
de Santa Maria, il quale chiamavasi Pedro de Villa e l'Almirante
Colombo gli promise il denaro ] occorrente per le spese". Con
un seguito di cento uomini, nel 1475 giunse Bartolomeo Colleoni,
capitano di ventura. Passiamo al secolo seguente e troviamo nell'inverno
del 1576 Giovanni d'Austria, il vincitore della battaglia di Lepanto,
il quale giunse in nave a Portorecanati e da lì sali a piedi fino
al santuario, accompagnato da "la maggior parte dei dieci o
dodici mila schiavi cristiani (da lui liberati) e lasciarono i loro
ferramenti e catene, colle qualifurono fabbricati i cancelli, all'altezza
di un uomo, alle dodici cappelle laterali".
Nel giugno del 1585 arrivarono anche quattro principi giapponesi,
accolti con grande solennità. La loro visita venne salutata come
un trionfo della Chiesa. Ampia descrizione della sua visita a Loreto,
alla fine del Cinquecento, ci viene dal "Giornale di viaggio"
di Micheì de Montaigne, il quale fece non poca fatica per collocare
il suo ex voto: "Lì, in alto sul muro, si vede l'immagine di
nostra signora fatta, dicono, di legno: tutto il resto è così ornato
di ricchi ex voto provenienti da tanti luoghi che fino a terra non
c'è un pollice vuoto e non rivestito da qualche lamina d'oro e d'argento".
Nel 1618 arriva Galileo Galilei. Nel 1619 è la volta di Cartesio,
che giunge a piedi da Venezia per ringraziare la Madonna delle scoperte
fatte e chieder grazia di farne ancora. La regina Cristina di Svezia,
da poco convertitasi al cattolicesimo, fece sosta nel 1655. Anche
Casanova, più celebre per altre imprese, nelle sue "Memorie"
lascia un piacevole ricordo del suo pellegrinaggio. Precisa e arguta
e la narrazione che Carlo Goldoni fa del suo soggiorno. Scrive che
"non può vedersi nulla di più ricco del santuario di Loreto...
Vidi tutto, tutto esaminai, financo le cantine". Loreto
gli "sembra una continua fiera di corone, medaglie ed immagini".
E fece anche lui la sua provvista, accorgendosi poi che "il
mercante mi aveva riconosciuto per veneziano, e perciò mi aveva
fatto pagare la mercanzia un terzo più del prezzo ordinario".
A Vittorio Alfieri, di passaggio nel 1768, Loreto non dice
proprio nulla: "Non mi punse Loreto di devozione alcuna".
Wolfgang Amadeus Mozart visitò il santuario nel 1770 e, nel ricordo
di quella visita, l'anno dopo e ancora nel 1774 musicò le Litanie
Lauretane. Si racconta che nel santuario suonò l'organo e sappiamo,
da una lettera spedita alla mamma, che per lei aveva acquistato
"alcuni campanelli, ceri, cuffiette e bende di Loreto".
Nell'800 incontriamo a Loreto altri personaggi noti:Carlo
Emanuele di Savoia, Gioacchino Murat, Stendhal, Massimo D'Azeglio,
Silvio Pellico, Aleardo Aleardi, Giosue Carducci. Ma nella storia
dei pellegrini a Loreto resta il ricordo della visita di
Giovanni XXiiI del 1962, il primo viaggio di un Papa al di fuori
del Vaticano dall'unità d'Italia. A ricordo, resta la statua di
bronzo nella piazza a lui dedicata. Dopo di lui verranno come pellegrini
Paolo VI e Giovanni Paolo II.
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Loreto