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Genga

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La Storia di Genga

Le origini del castello di Genga si perdono nell'oscurità dei tempi più lontani. Poetiche leggende riporterebbero le origini ai tempi del re Pirro, allorché un certo Lucio Sentinate, dopo aver militato inizialmente con quel re e di poi coi romani, acquistò il monte Giunguno e vi edificò il Castello di Genga. Altra leggenda ricorda che una fanciulla di nome Genga s'innamorò di un tedesco di nome Gallo, con il quale unitasi in matrimonio diede origine alla famiglia dei Conti della Genga. Di certo possiamo ritenere che popolazioni provenienti dalla valle del Sentino, forse gente picena, si stabilirono nel territorio; poi sopraggiunsero gli Umbri che uniti ai Piceni occuparono tutto il Piceno Annonario. Nel 386 a.C. gran parte di questo territorio fu invaso dai galli Senoni, che cacciati nel 283 a.C. dai romani, stabilirono varie colonie, tra le quali più consistente quella di Senigallia. In epoca romana, il territorio di Genga dovrebbe aver fatto parte del Municipio di Sentinum. Hotel Genga. Oggi Genga conta circa 3.156 famiglie per un totale di 9344 abitanti di cui   4625 maschi e 4719 donne

 

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Informa giovani genga

 

Indirizzo: Piazza Mazzini 6, 60024 Filottrano
Tel: 071.7221133
Fax: 071.7227434 (specificare c.a. Informagiovani)
E-Mail: infgiovani@libero.it
Referenti: Angela Stampella
Orari: Lunedì: 17.00 - 20.00 Martedì: 17.00 - 20.00 Mercoledì: 17.00 - 20.00 Giovedì: 17.00 - 20.00 Venerdì: 09.00-12.00 Sabato: -- --

 

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Mappa Genga

 


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Da Vedere

La flora di Frasassi

la flora presente sul territorio locale presenta una notevole differenza di aspetti vegetazionali condizionati dal substrato, dall'esposizione, dall'altitudine e dalla presenza dell'acqua. Per questo sarà suddivisa in relazione alle zone costituite da tempo in riserve naturali e in aree floristiche protette (Frasassi- Valle Scappuccia- Pontechiaradovo).

 

Gola di Frasassi

l'ambiente è costituito da una splendida e selvaggia gola calcarea che si sviluppa in una lunghezza di 3 Km., definita dalle pendici contrapposte dei monti Vallemontagnana e Ginguno. Il flume Sentino l'attraversa in tutta la sua estensione tra rocce calcaree a strapiombo del Lias inferiore. La vegetazione si offre con aspetti diversi tra i declivi: il versante dispiegato a Sud è distinto da una vegetazione più termofila, abbondante di elementi mediterranei come Quercus ilex, Arbustus unedo, Pistacia terebithus, Phillyrea latifolia, Ficus carica, Smilax aspera, Viburnum tinus.

Sulle pareti rocciose si trovano alcune specie rupicole tipiche come Potentilia caulescens, Moehringia papulosa, Rhamnus saxatilis. Nella opposta superficie si trovano terrazzi orografici nei quali si manifestano boschi cedui dello Scutellario - Ostryetum fra i quali cresce anche il Laurus nobilis. Lungo il corso del Sentino si scopre una vegetazione spiccatamente igrofila e all'apertura delle numerose cavità disperse si osservano popolamenti di felci, muschi ed alghe. L'interesse botanico è costituito dalla presenza di specie quasi desuete nella flora della Regione, costituite dalla Ephedra major, relitto del terziario, Laurus nobilis, relitto xerotermico, l'endemica Moehringia papulosa e le poco diffuse Genista sylvestris, Potentilia caulescens, Carex distachya, Anthericum ramosum, Celtis australis, Hymenolobus pauciflorus. Tutta l'area, associata ad una zona più vasta e congiunta, è stata costituita in riserva naturale per accordare protezione e difesa ad un patrimonio di particolare bellezza e di naturale integrità.

 

Valle Scappuccia

una piccola valle a nord del paese di Genga capoluogo, limitata dai monti Picco (676 m.), Termine (802 m.) e Piano (628 m.). II substrato litologico è dato da calcari bianchi compatti del Cretaceo inferiore, calcari nodulosi del Giura e calcari bianchi del Lias.

La valle è attraversata dal torrente Scappuccia che scorre in un passaggio tra i calcari del Lias mediante una forra flessuosa di grande significato ambientale. La valleola è diversificata da ambienti limitati dalla disposizione orografica che nella località di sinistra, rispetto al sistema idrografico, si sviluppa attraverso pareti calcaree che rappresentano un paesaggio rupestre di assoluta tipicità. All'interno si sviluppa una vegetazione termofila di tipo macchia mediterraneo-montana con specie assortite di Quercus ilex, Phillyrea latifolia, Viburnum tinus, Rubia peregrina, Asparagus acutifolius. Sui costoni calcarei, 1ocalizzati nella zona del Picco, si colloca una vegetazione rupicola alternata, formata da specie erbacee ed esemplari di leccio e fillirea. Sull'opposto versante, il substrato è ricoperto da boschi cedui relativi all'associazione ScutellarioOstryetum che in varie zone evidenziano infiltrazioni di elementi più mesofili come il faggio, che è diffusamente assegnato nello spazio basale, promosso da una particolare condizione di inversione termica. Nella zona soprastante, il bosco diventa dovizioso di Quercus pubescens, Fraxinus omus, Erica arborea e Carpinus orientalis. Nelle aderenze dei corsi di acqua si dispongono intermittenti elementi di vegetazione igrofila con Salix alba, Populus alba, Populus tremula. Alcune aree sono state rimboschite con conifere di Pinus nigra e Pinus Pinca. L'importanza botanica delle specie illustrate è riferita alla interezza dei tipi di vegetazione e al cospetto di specie di ampio interesse floristico e fitogeografico nelle immagini di Ephedra mayor, specie relitta del periodo Terziario o Carpinus orientalis con areali a gravitazione illirica molto limitata nelle Marche.

 

Pontechiaradovo

È costituito da un costone roccioso esposto a Sud, intercalato con minuscole aree di pascolo arido, posto all'imboccamra occidentale della Gola della Rossa. I1 substrato litologico è rappresentato dalle formazioni del calcare massiccio costituito da calcari bianchi, a volte dolomitici, del Lias inferiore. Anche in queste pareti rupestri dimora una vegetazione particolarmente specializzata e formata da piccole specie rupicole quali la Parietaria officinalis, Adiantum capillus Veneris. Nei detriti sottostanti, in parte consolidati, vive una vegetazione di pascolo arido dello Xerobromion con Bramus erectus, Satureja montana, Helichrysum italicum, Teucrium flavum, Thimus longicaulis, Globularia punctata, Genista sylvestris, Iberis saxatilis. L'importanza botanica dell'area è costituita da specie di interesse fitogeografico e particolarmente dalla Hymenolobus pauciflorus. In tutta la regione Marche, è questo l'unico luogo dove questa è presente.

 

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Itinerario naturalistico: S. Vittore Terme - Valle Scappuccia - Lago Fossi
Grotta dell'Infinito - Genga
Traversata Grotta del Buco Cattivo - Uscita Fiorini
Traversata Grotta del Mezzogiorno - Grotta di Frasassi
 

 

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