Castelfidardo
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Castelfidardo nota come patria della fisarmonica,ancora oggi è tra i più importanti centri di produzione industriale di strumenti musicali.
In età romana l'attuale territorio fidardese era posto all'interno della fascia costiera, con il crollo dell'organizzazione rurale romana entra sotto il controllo dei Longobardi e si rinselvatichisce; tanto che in un codice bavaro viene mensionata,con il toponimo Vualdum qui vocatur de Fico ,da qui con ogni probabilità deriva il nome di ficcardo da cui prende il nome.
Come altri centri delle Marche, Castelfidardo divenne libero comune e fin dal secolo XIII° l'abitato si distese sopra l'asse della dorsale collinare,assumendo l'attuale disposizione a fuso.
Ebbe il castello distrutto nel 1240 da re Enzo, fu ricostruito da Gregorio IX° e il borgo passò nel 1281 alla Chiesa.
Resosi indipendente durante l'esilio avignonese, fu riconquistato nel 1354 da Albornoz, nel '400 sul punto più alto una porta munita di ponte levatoio, la Porta del Sole, che ancora oggi mantiene le caratteristiche originali.
Appartenne ai Malatesta nella prima metà del sec. XV° e in seguito a Francesco Sforza, finchè non tornò definitivamente a Roma.
Il suo nome è legato alla battaglia del 1860, combattuta nel territorio tra i Piemontesi e il Pontificio.
Oggi Castelfidardo conta circa 6.067 famiglie per un totale di 17600 abitanti di cui 8661 maschi e 8939 donne
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