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Mille miglia... lontano
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Anno |
2005 |
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Titolo Originale |
Qian li zou dan qi |
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Altri titoli |
Qian li zou dan
ji
Riding Alone for Thousands of Miles
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Durata |
107 |
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Origine |
CINA, GIAPPONE,
HONG KONG |
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Colore |
C |
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Genere |
DRAMMATICO |
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Specifiche tecniche |
35 MM |
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Produzione |
TOHO COMPANY LTD.,
ZHANG YIMOU STUDIO
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Distribuzione |
MIKADO (2006)
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Data uscita |
17-11-2006 |
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Trama Per la
prima volta nella sua vita, Gou-ichi Takata lascia il suo tranquillo
villaggio di pescatori per dirigersi a Tokyo, a bordo di uno dei nuovi
treni super-veloci. A spingerlo al viaggio è stata la telefonata di sua
nuora Rie che gli ha comunicato che suo figlio Ken-ichi, ora gravemente
ammalato, ha chiesto di lui. Arrivato a Tokyo, però, Takata si scontra
con la verità: suo figlio è ricoverato in ospedale per un tumore al
fegato, ma non vuole vederlo per nessun motivo. Rie gli consegna una
videocassetta, sperando che il contenuto aiuterà il padre ad avvicinarsi
al figlio perduto e capire che tipo di uomo è diventato. Guardando la
cassetta, Takata scopre che suo figlio ha studiato un tipo di dramma
cinese molto antico e, per questo, ha affrontato anni prima un viaggio
lunghissimo fino alla provincia dello Yunnan, nella Cina meridionale,
per vedere le esibizioni del famoso attore Li Jamin. Purtroppo, la
fortuna non era stata dalla parte di Ken-ichi e il grande attore, a
causa di un malore, non aveva potuto cantare ma gli aveva promesso che,
se fosse tornato, avrebbe eseguito per lui la leggendaria canzone "Il
viaggio solitario, mille miglia lontano", tratto da "Il romanzo dei Tre
Regni". Takata, nella speranza di riempire la distanza che lo separa da
suo figlio, decide di partire per la Cina, trovare il famoso attore e
registrare la sua esibizione, per mostrarla a Ken-ichi. Il suo sarà un
viaggio lungo, costellato da incontri straordinari, in cui capirà il
valore della famiglia e si troverà a contatto con una gentilezza e una
dimensione intima che aveva perso da tempo.
Note -
PRESENTATO ALLA I^ EDIZIONE DI 'CINEMA. FESTA INTERNAZIONALE DI ROMA'
(2006) NELLA SEZIONE 'EXTRA'.
Critica "Un viaggio metaforico e
commovente insieme, per sottolineare l'importanza del 'privato' e la
necessità di esprimere i propri sentimenti. Anche se l'educazione e la
cultura non hanno mai aiutato a farlo." (Paolo Mereghetti, 'Corriere
della Sera', 18 ottobre 2006)
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