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Le mele di Adamo |
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Anno |
2005
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Titolo Originale |
Adams aeler
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Altri titoli |
Adam's apples
Adams applen
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Durata |
94 |
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Origine |
DANIMARCA |
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Colore |
C |
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Genere |
COMMEDIA |
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Specifiche tecniche |
35 MM (1:2.35),
CINEMASCOPE |
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Produzione |
TIVI MAGNUSSON,
MIE ANDREASEN PER M&M PRODUCTIONS, AUGUST FILM & TV,
DANMARKS RADIO |
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Distribuzione |
TEODORA FILM
(2006) |
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Data uscita |
28-04-2006 |
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Trama Adam, un
giovane convinto neonazista, viene condannato a svolgere servizio
sociale di riabilitazione. Suo compito è quello di assistere Ivan, il
sacerdote di un piccolo centro. Ivan chiede ad Adam di cucinare una
torta con le mele dell'albero che cresce dinanzi alla chiesa. Nel
frattempo, però, la natura si accanisce contro l'albero: uccelli, vermi
e lampi lo attaccano rovinandone i frutti. La concezione del mondo dei
due uomini si scontra: Ivan crede che sia il Diavolo che li vuole
mettere alla prova, invece Adam - convinto che l'Inferno e il Paradiso
neppure esistano - è convinto che sia opera di Dio.
Note - PREMIO
MIGLIOR FILM AL COURMAYEUR NOIR IN FESTIVAL 2005.
Critica "Un film di Carl Theodor Dreyer
girato da Quentin Tarantino. La lotta fra Bene e Male, fede e
nichilismo, vista come l'incrocio fra una black comedy e un western
politicamente scorrettissimo. Una disputa filosofico-religiosa zeppa di
elementi prelevati dal presente più scottante neonazisti, immigrati
islamici, turismo sessuale ma condotta con la libertà di tono e la
feroce impudenza tipiche del miglior cinema danese contemporaneo. Terza
regia di un autore nato nel '72 che qualcuno ricorderà come
sceneggiatore dell'irresistibile Mifune, questo 'Le mele di Adamo' è un
concentrato di provocazioni e cinismo che colpisce basso per mirare in
alto. L'obiettivo è ricondurre una serie di temi e problemi
apparentemente astratti alle loro basi più sanguigne e quotidiane.
Mentre il tono paradossale e le trovate a raffica garantiscono il
divertimento. (...) Fra episodi surreali (spari in faccia, fulmini che
cadono dal cielo, eventi miracolosi) e impennate di calcolato cattivo
gusto, 'Le mele di Adamo' porta tutti verso una incredibile redenzione
generale, a sua volta irrisa nel beffardo finale. Arduo forse seguire
fino in fondo i paradossi e le provocazioni dell'enfant terrible Jensen.
Ma se lo stile sposa cinismo ed eclettismo (altro che 'Dogma'...), la
libertà dello script è un salutare calcio al conformismo." (Fabio
Ferzetti, 'Il Messaggero', 28 aprile 2006)
"Opera di Anders Thomas Jensen, un autore già affermato come
sceneggiatore e premiato con l'Oscar per il cortometraggio, 'Le mele di
Adamo' ha compiuto un notevole cursus honorum, incluso il massimo premio
al Noir di Courmayeur. Va apprezzato come una metafora dura e limpida,
che in un precario recupero di ottimismo approda a un messaggio tutt'altro
che ovvio. Quando ci si imbatte in una realtà inaccettabile come la
sovradescritta adunata di Roma si intuisce (e 'Le mele di Adamo' lo
conferma) che per ricondurre certi forsennati alla ragione poco
servirebbero le lezioni di storia, i ragionamenti politici o le norme
comportamentali; ed è inutile illudersi di risolvere qualcosa attraverso
trattamenti di gruppo. La cura può solo essere individuale e ogni volta
il terapeuta dovrà mostrarsi disposto, come padre Ivan, a giocare tutto
se stesso e a confidare nell'imponderabile che i credenti chiamano
miracolo." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 28 aprile 2006)
"Fra violenze, resurrezioni e altri eventi più o meno soprannaturali,
'Le mele di Adamo' prende gusto a dinamitare le aspettative di chi lo
guarda, prima di giungere a un finale circolare e beffardo che chiude
una serie continua (e forse un po' pleonastica) di sorprese. Dirige
Anders Thomas Jensen che non risparmia lo humour nero intinto di
crudeltà." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 29 aprile 2006)
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