Alice in Wonderland
(2009)
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Un film di Tim Burton. Con Mia Wasikowska, Johnny Depp, Helena Bonham Carter, Crispin Glover, Anne Hathaway. continua»
«continua
Stephen Fry, Christopher Lee, Michael Sheen, Alan Rickman, Matt Lucas, Timothy Spall, Barbara Windsor, Leo Bill, Paul Whitehouse, Eleanor Gecks, Lucy Davenport, Jessica Oyelowo, Amy Bailey, Arick Salmea, John Surman, Marton Csokas, Eleanor Tomlinson, Annalise Basso, Jemma Powell, Frances de la Tour, John Hopkins, Austin James Wolff, Tim Pigott Smith, Geraldine James, Lindsay Duncan, Michael Gough, Noah Taylor
Fantastico, Ratings: Kids, durata 108 min. - USA 2010. - Walt Disney uscita mercoledì 3 marzo 2010. |
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Trama Alice in
Wonderland: Alice teme di
essere pazza. Da quando è piccola continua a fare sempre lo stesso
sogno, non sta mai attenta quando le parlano, è diversa dal resto
della buona società che frequenta e non si integra nelle regole del
suo mondo. Affinchè non rimanga zitella come la zia, che senza
marito pazza lo è diventata sul serio, i parenti le combinano il
matrimonio con un ottimo partito: un giovanotto integrato,
conformato, di nobile lignaggio e con qualche problema digestivo. Al
grande ricevimento nel quale le verrà fatta la proposta però le
visioni di Alice si fanno insistenti, il ticchettio di un orologio
sembra ossessionarla e sul più bello vede comparire un coniglio in
doppiopetto che le indica che è oramai tardi. Alice lo segue nella
sua tana e finisce in quel mondo che aveva sognato fin da piccola,
dove scopre che esiste una profezia riguardo una sua omonima la
quale, con l'aiuto del Cappellaio Matto, del Coniglio Marzolino ecc.
ecc. sconfiggerà una creatura malvagia liberando il regno dalla
tirannia della Regina Rossa e riportando al trono la sorella più
bella, la Regina Bianca.
La produzione è sempre Disney ma siamo totalmente da un'altra parte
rispetto al cartone animato del 1951. Benchè la storia ancora una
volta mescoli elementi da i due libri di Lewis Carrol: "Le avventure
di Alice nel paese delle meraviglie" e "Attraverso lo specchio e
quel che Alice vi trovò", il mix è inedito. Questa volta l'andamento
psichedelicamente caotico per il quale solo perdendosi completamente
Alice riusciva a trarre qualcosa dal suo peregrinare è scartato a
favore di una trama decisamente più canonica. Arrivata nel paese
delle meraviglie Alice ha un destino già scritto, ha una missione e
un nemico da sconfiggere.
Dunque non solo non siamo dalle parti dei testi originali ma non
siamo nemmeno dalle parti dei film di Tim Burton, nei quali
solitamente il protagonista è un outsider che trova in un luogo
oscuro e apparentemente ostile il suo vero habitat perchè più
sincero ed autentico dei conformismi borghesi cui era abituato.
Alice si trova male nel mondo reale perchè è diversa mentre nel
mondo delle meraviglie lotterà per riportare lo status quo, per
normalizzare quel luogo dalla tirannia folle della Regina Rossa.
Peccato che proprio la Regina Rossa sia la vera outsider: sorella
maggiore brutta e dalla testa troppo grande che è sempre stata
all'ombra della sorella minore, tanto carina e amabile quanto
cretina e impalpabile, e che non riuscendo a farsi amare preferisce
essere odiata. Ecco perchè dopo un inzio fantastico, che entra di
diritto tra le cose migliori che Tim Burton abbia mai girato, il
resto del film è una continua delusione. La parte nel paese delle
meraviglie è un percorso verso il conformismo di un personaggio
ritenuto matto che, come in un film fantasy, subisce una profezia
che si deve avverare, ha un'armatura, una spada, nemici mitologici e
via dicendo.
E a poco purtroppo servono le molte interessanti intuizioni visive,
le mille piccole raffinatezze di scenografia (praticamente tutta in
computer grafica), di costumi e di trucco di fronte ad una parabola
disneiana nel senso più deteriore del termine, per la quale l'eroina
del caso trova la strada che era stata decisa per lei invece di
forgiarne una con le proprie mani o secondo i propri gusti.
Di certo non aiutano un 3D realizzato tutto in postproduzione e
abbastanza inutile (almeno il 50% del film ne è privo tanto che se
guardato senza occhiali non presenta il classico effetto "doppio") e
momenti come la "deliranza" del Cappellaio Matto, che da sola è
probabilmente la punta più bassa di tutto il cinema di Tim Burton e
di quello di Johnny Depp messi insieme. |
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